La scomparsa di Azaria Chamberlain a Uluru, la condanna ingiusta della madre Lindy e la conclusione definitiva che attribuì la morte a un dingo.
La sera del 17 agosto 1980, Lindy e Michael Chamberlain si trovavano con i figli in un campeggio vicino a Uluru, allora conosciuto come Ayers Rock, in Australia. La loro figlia Azaria, di appena nove settimane, era stata sistemata in una culla all’interno della tenda.
Poco dopo, alcuni campeggiatori sentirono il pianto di una bambina. Lindy tornò verso la tenda e vide un dingo nelle vicinanze. Azaria era scomparsa. Le ricerche iniziarono immediatamente, ma il suo corpo non venne mai ritrovato. Sette giorni dopo furono recuperati alcuni indumenti insanguinati tra le rocce.
Nel febbraio 1981, la prima inchiesta concluse che la bambina era morta dopo essere stata attaccata da un dingo. Il caso, però, era ormai diventato un fenomeno mediatico nazionale, accompagnato da sospetti e voci sulla famiglia.

Azaria Chamberlain: la condanna fondata su prove scientifiche sbagliate
Le conclusioni iniziali furono annullate e una seconda inchiesta stabilì nel febbraio 1982 che Lindy dovesse essere accusata di omicidio e Michael di favoreggiamento successivo al delitto.
Secondo l’accusa, la madre avrebbe ucciso Azaria all’interno dell’automobile familiare e i coniugi ne avrebbero poi nascosto il corpo. Una delle prove centrali era una sostanza rinvenuta sotto il cruscotto, descritta come sangue fetale. Accertamenti successivi dimostrarono invece che si trattava di un composto bituminoso utilizzato nella fabbricazione dell’auto.
Il 29 ottobre 1982 Lindy Chamberlain venne dichiarata colpevole e condannata alla detenzione a vita. Michael ricevette una pena di 18 mesi, sospesa. I ricorsi presentati negli anni successivi furono inizialmente respinti.
Il processo si svolse mentre l’opinione pubblica discuteva anche la religione e il comportamento della famiglia. La successiva Commissione reale accertò che le numerose voci circolate sui Chamberlain erano prive di fondamento.
La giacca ritrovata e la verità riconosciuta nel 2012
La svolta arrivò nel 1986, quando venne ritrovata la giacca che Azaria indossava sopra gli altri vestiti. Il reperto era compatibile con la versione sostenuta dai genitori. Lindy venne liberata e una Commissione reale riesaminò il materiale scientifico e investigativo.
Nel 1987 la Commissione concluse che esistevano seri dubbi sulle condanne. Nel settembre 1988 la Corte d’appello penale del Territorio del Nord annullò le sentenze contro entrambi i coniugi. Una terza inchiesta, nel 1995, lasciò tuttavia aperta la causa della morte.
La conclusione definitiva arrivò il 12 giugno 2012. Dopo avere esaminato anche successivi attacchi di dingo contro bambini, la coroner Elizabeth Morris stabilì che un dingo, o più dinghi, era entrato nella tenda e aveva portato via Azaria.
Il certificato di morte venne modificato: Azaria Chamberlain morì dopo essere stata attaccata e presa da un dingo. La decisione chiuse ufficialmente uno dei più celebri errori giudiziari della storia australiana.