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Luca Esposito: il presunto movente del delitto sulla prostituzione
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Luca Esposito, la confessione sulla sua morte e il presunto movente legato alla prostituzione

agenti della scientifica che analizzando una scena del crimine scattando delle foto dentro un'auto

Il giallo del giornalista Luca Esposito, ucciso e dato alle fiamme. Arriva la confessione e il presunto movente legato ad una pista oscura.

Luigi “Luca” Esposito, giornalista sportivo di 53 anni, sarebbe stato ucciso per un movente che l’indagato ha collegato a motivazioni religiose. “La prostituzione ci distoglieva dalla preghiera”. Sarebbero state queste le parole Ridha Rahmouni, ventiseienne tunisino, con cui avrebbe spiegato ai carabinieri le ragioni dell’omicidio avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Eboli, quando il corpo della vittima fu poi dato alle fiamme.

Operatori forensi presenti sulla scena del crimine

Luca Esposito: i dettagli del caso della morte

Nella mattinata del 27 luglio il giovane assassino del giornalista Luca Esposito è atteso davanti al giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino, nel carcere di Salerno, per l’udienza di convalida del fermo.

Secondo quanto riferito dall’indagato, le cui parole sono state riprese da diversi organi di stampa tra cui Il Mattino, Leggo e Open, Esposito avrebbe cercato incontri sessuali a pagamento con il suo assassino e con altri giovani nordafricani presenti nella zona. Rahmouni, che si definisce un musulmano praticante, avrebbe ritenuto che questa situazione spingesse connazionali in difficoltà economica a compiere, a suo dire, “atti impuri”, allontanandoli dalla fede. Con queste dichiarazioni emerge il presunto movente del delitto, rimasto inizialmente coperto dal riserbo imposto dalla Procura.

i dettagli sull’inchiesta e la ricostruzione degli inquirenti

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Alessandro Di Vico, si fonda su un quadro investigativo ritenuto particolarmente consistente. I dati delle celle telefoniche collocano infatti i cellulari della vittima e del sospettato nella stessa area di località Cioffi, dove sono stati trovati l’auto e il corpo semicarbonizzato di Esposito. Dopo l’orario in cui sarebbe avvenuto il delitto, i contatti telefonici si interrompono improvvisamente.

A rafforzare la ricostruzione degli investigatori contribuiscono anche le immagini delle telecamere di sorveglianza, che mostrerebbero la Lancia Y del giornalista accanto a un uomo in bicicletta, oltre alle impronte digitali di Rahmouni trovate sul portabagagli dell’auto. Durante la perquisizione dell’abitazione del ventiseienne sono stati recuperati il telefono e la carta di credito della vittima, che non presenta movimenti. Sul luogo del delitto sono stati inoltre trovati contraccettivi e oli per massaggi, elementi ritenuti compatibili con un incontro riservato. Un amico di Esposito ha infine raccontato che il giornalista avrebbe vissuto il matrimonio come una copertura per una propria omosessualità mai resa pubblica.

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ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2026 8:48

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