Jerry Brudos confessò quattro omicidi commessi in Oregon tra il 1968 e il 1969. Condannato a tre ergastoli, morì in carcere nel 2006.
Tra il gennaio 1968 e l’aprile 1969, quattro giovani donne scomparvero in Oregon. L’indagine condusse a Jerome Henry “Jerry” Brudos, elettricista, sposato e padre di due figli, che custodiva nella propria abitazione oggetti appartenuti alle vittime e fotografie scattate durante i delitti.
Brudos confessò le uccisioni di Linda Kay Slawson, Jan Susan Whitney, Karen Elena Sprinker e Linda Dawn Salee. Soltanto tre casi, tuttavia, arrivarono a una condanna: quello di Slawson non venne contestato formalmente perché il corpo non fu recuperato e le prove disponibili non furono ritenute sufficienti per un’altra imputazione.
Per la sua ossessione verso le scarpe femminili venne soprannominato dalla stampa “Shoe Fetish Slayer”, il killer con il feticismo dei tacchi.

Jerry Brudos: le sparizioni e le prove trovate nel garage
La prima vittima confessata fu Linda Slawson, diciannovenne che vendeva enciclopedie porta a porta. Nel novembre 1968 scomparve Jan Whitney, 23 anni, rimasta con l’automobile in panne. Nel 1969 sparirono invece Karen Sprinker e Linda Salee.
I corpi di Sprinker e Salee furono recuperati in un corso d’acqua, appesantiti con componenti automobilistici e legati con fili metallici. Le caratteristiche dei materiali contribuirono a orientare gli accertamenti verso una persona con competenze tecniche.
La svolta arrivò dopo il racconto di una giovane sopravvissuta a un tentativo di aggressione. Durante la perquisizione dell’abitazione di Brudos, gli investigatori trovarono scarpe, indumenti, fotografie delle vittime, corde e fili compatibili con quelli utilizzati per occultare i corpi. Alcune immagini permettevano di riconoscere chiaramente Karen Sprinker.
Brudos venne arrestato alla fine di maggio del 1969. Dopo avere inizialmente negato, ammise progressivamente le quattro uccisioni e indicò agli investigatori i luoghi nei quali aveva abbandonato i corpi.
Le dichiarazioni di colpevolezza e la morte in carcere
Nel giugno 1969, Brudos si dichiarò colpevole degli omicidi di primo grado di Jan Whitney, Karen Sprinker e Linda Salee. Il tribunale gli inflisse tre ergastoli consecutivi.
Nel ricorso esaminato l’anno successivo, la Corte d’appello dell’Oregon confermò che le dichiarazioni di colpevolezza erano state presentate oralmente e per iscritto, con l’assistenza di un avvocato. La corte respinse anche la contestazione contro la successione delle tre pene perpetue.
Brudos non venne mai condannato per Linda Slawson. La sua responsabilità in quel quarto caso rimase fondata sulla confessione e sugli elementi investigativi, non su un verdetto pronunciato al termine di un processo.
Rimase nell’Oregon State Penitentiary per quasi 37 anni. Morì il 28 marzo 2006, a 67 anni, per un tumore al fegato. Le richieste di ottenere la libertà non portarono alla scarcerazione e trascorse in prigione il resto della propria vita.