Albert DeSalvo confessò tredici omicidi attribuiti allo Strangolatore di Boston, ma non fu mai processato per quelle morti. Nel 2013 il DNA lo collegò con certezza a una sola vittima.
Il nome di Albert DeSalvo è legato a quello dello Strangolatore di Boston, l’uomo accusato di avere seminato il terrore nel Massachusetts tra il 1962 e il 1964. DeSalvo confessò l’uccisione di tredici donne, ma non fu mai processato né condannato per quegli omicidi. Soltanto decenni dopo la sua morte, un’analisi genetica lo collegò definitivamente a una delle vittime.

Gli omicidi e la confessione di DeSalvo
Tra il 14 giugno 1962 e il 4 gennaio 1964, tredici donne di età compresa tra 19 e 85 anni furono uccise nell’area di Boston. Le vittime venivano generalmente aggredite all’interno delle proprie abitazioni. Le differenze nell’età delle donne e nelle modalità dei delitti alimentarono però il dubbio che non fosse necessariamente all’opera un solo assassino.
DeSalvo venne arrestato nel 1964 per una serie di aggressioni sessuali non direttamente collegate agli omicidi. Era conosciuto come il “Green Man”, perché in alcuni casi avrebbe indossato abiti da operaio per convincere le donne ad aprirgli la porta. Durante la detenzione al Bridgewater State Hospital, raccontò al compagno di reclusione George Nassar di essere lo Strangolatore di Boston.
Negli interrogatori DeSalvo fornì numerosi particolari sui luoghi dei delitti, alcuni dei quali non erano stati divulgati pubblicamente. Le sue dichiarazioni presentavano però anche errori e incongruenze. In assenza di prove fisiche sufficienti, i pubblici ministeri non lo incriminarono per le tredici morti.
Nel gennaio 1967 DeSalvo fu invece riconosciuto colpevole di rapina a mano armata e reati sessuali, ricevendo una condanna all’ergastolo. La sentenza riguardava quindi aggressioni precedenti e non gli omicidi dello Strangolatore.
Il DNA di Mary Sullivan e i dubbi irrisolti
La svolta arrivò nel 2013, quando gli investigatori riesaminarono il materiale biologico raccolto dopo l’omicidio di Mary Sullivan, diciannovenne uccisa il 4 gennaio 1964. Un primo confronto con il DNA di un parente maschio di DeSalvo indicò una compatibilità familiare. Il corpo di DeSalvo venne quindi riesumato e il confronto diretto confermò la corrispondenza genetica.
Il risultato permette di attribuire con certezza a DeSalvo almeno l’aggressione e l’uccisione di Mary Sullivan. Non dimostra, invece, che abbia commesso anche gli altri dodici omicidi confessati. Per questo alcuni investigatori e studiosi ritengono plausibile l’esistenza di più assassini, mentre altri considerano credibili i dettagli contenuti nelle confessioni.
DeSalvo non poté essere interrogato sulle nuove prove: il 25 novembre 1973 venne trovato accoltellato nell’infermeria del carcere statale di Walpole. L’autore del suo omicidio non fu identificato.