Una tremenda aggressione da parte di un uomo nei confronti della moglie è stata fermata prima della tragedia. I fatti.
Urla disperate e il rumore delle percosse provenienti da un appartamento hanno fatto scattare l’allarme nel Napoletano. Si è trattato dell’ennesimo episodio di violenza dopo, per esempio, il tremendo piano dell’orrore per far fuori la compagna emerso qualche settimana fa. Questa volta, a chiedere l’intervento dei carabinieri è stato un vicino, preoccupato dopo aver sentito una donna implorare aiuto. Quando i militari sono arrivati davanti all’abitazione, però, nessuno ha aperto la porta cosa che ha generato ulteriore enfasi durante le operazioni delle forze dell’ordine.

Massacra la moglie a botte: i fatti
Stando alla ricostruzione dei fatti, all’arrivo delle forze dell’ordine, dall’interno dell’abitazione continuavano ad arrivare le grida della donna e i rumori provocati dall’aggressione. A quel punto i carabinieri hanno deciso di intervenire immediatamente, sfondando la porta dell’appartamento. Una volta entrati, hanno trovato il marito mentre stava ancora colpendo la moglie e sono riusciti a bloccarlo prima che la situazione potesse avere conseguenze ancora più gravi.
In manette è finito un uomo di 63 anni, residente a Melito, accusato di tentato femminicidio. Secondo quanto ricostruito, il pestaggio si stava consumando all’interno dell’abitazione della coppia e si è interrotto soltanto grazie all’intervento dei militari dell’Arma, arrivati dopo la segnalazione del vicino.
La donna, soccorsa dai carabinieri, è stata trasportata in ospedale a causa delle conseguenze riportate nell’aggressione. I medici hanno dovuto sottoporla a un intervento chirurgico d’urgenza. La prognosi resta riservata.
Il fermo in carcere e la prontezza del vicino
Il 63enne, dopo essere stato fermato, è stato condotto in carcere, dove rimane in attesa di giudizio. L’intervento dei carabinieri ha così permesso di interrompere la violenza e di mettere la vittima al riparo dall’aggressore.
A far scattare l’operazione è stata dunque la segnalazione di un vicino, allarmato dalle urla provenienti dall’appartamento. Un allarme che ha consentito ai militari di arrivare sul posto mentre l’aggressione era ancora in corso e di fermare l’uomo prima che potesse uccidere la moglie.