Tutto quello che bisogna sapere sui costi del caffè, in casa e al bar. Come risparmiare e alcuni numeri interessanti.
Il prezzo dell’espresso continua a salire e, rispetto a cinque anni fa, oggi bere un caffè al bar costa in media quasi un quarto in più. A evidenziarlo è uno studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), realizzato insieme ad Assoutenti, citato da Today che ha spiegato come tale studio abbia analizzato i dati ufficiali del ministero delle Imprese e del Made in Italy relativi alle diverse province italiane.

Quanto costa un caffè: cosa sappiamo
Nel 2026 il costo medio di una tazzina di caffè raggiunge 1,29 euro, 25 centesimi in più rispetto al 2021, pari a un aumento del 24,2%. Le differenze territoriali sono però significative. Bolzano è la città dove l’espresso risulta più costoso, con una media di 1,51 euro, mentre a Messina si trova il prezzo medio più basso, pari a 1,06 euro.
Di fronte a questi rincari, preparare il caffè tra le mura domestiche può rappresentare un’alternativa decisamente meno costosa. I prezzi rilevati nella grande distribuzione a metà agosto 2026 mostrano infatti una forte differenza tra le varie tipologie. Il macinato parte da poco più di 11 euro al chilo per alcune miscele della distribuzione, mentre i prodotti dei marchi più diffusi si collocano generalmente tra 19 e 24 euro. Per alcune miscele premium si arriva invece vicino ai 30 euro al chilo.
Considerando una dose di circa 6 grammi, una tazzina preparata con la moka può costare indicativamente tra 8 e 20 centesimi, in base al caffè scelto. Anche il caffè in grani permette di mantenere una spesa contenuta: con un prodotto da 12 euro al chilo, una dose da circa 7 grammi costa 8 centesimi; con un caffè da 17 euro si arriva a circa 12 centesimi, mentre con uno da 30 euro il costo raggiunge circa 21 centesimi.
Le cialde sono più care, generalmente oltre 20 e fino a più di 30 centesimi ciascuna. Ancora più elevato può essere il costo delle capsule: quelle compatibili più economiche possono partire da 18 centesimi, mentre diversi prodotti di marca arrivano tra 30 e 42 centesimi, con alcune versioni premium oltre i 50 centesimi.
La differenza pesa soprattutto nel lungo periodo. Una persona che beve tre caffè al giorno consuma 1.095 tazzine all’anno. Con capsule da 42 centesimi, rispetto a un caffè da circa 12 centesimi, il risparmio può superare i 300 euro annuali.
Ancora maggiore, per ovvie ragioni, è il divario con il bar. Tre espressi quotidiani al prezzo medio di 1,29 euro comportano una spesa teorica di circa 1.413 euro all’anno. Preparandoli a casa con una materia prima da 12-18 centesimi a tazzina, il costo scenderebbe indicativamente a 130-200 euro, senza considerare macchina, manutenzione e il servizio offerto dal locale.
I segreti per risparmiare
Per scegliere bene conviene innanzitutto confrontare il prezzo al chilo. Chi possiede una macchina espresso può puntare sui chicchi e sulla macinatura al momento, che aiuta a conservare gli aromi. Con la moka, invece, è importante non pressare la polvere, non superare la valvola e utilizzare una fiamma bassa. Anche il costo della macchina può essere distribuito nel tempo: un apparecchio da 100 euro, utilizzato per cinque anni con tre caffè al giorno, inciderebbe per circa 1,8 centesimi su ogni tazzina.