Sconcertanti episodi sarebbero avvenuti ad alcuni giovani detenuti in carcere. Si parla di torture, insulti e non solo.
Sono dodici i giovani detenuti che avrebbero subito pestaggi, minacce, umiliazioni e torture all’interno dell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo, a Roma. È quanto emerge dall’ordinanza con cui il gip ha deciso la sospensione dal servizio, per la durata di un anno, di tre agenti della Polizia penitenziaria. Il provvedimento, secondo quanto riferito da Repubblica citata da Leggo e altri media, è stato notificato il 17 agosto.

Detenuti torturati: i dettagli
L’indagine della Procura di Roma riguarda complessivamente dieci agenti. Due risultano indagati per il reato di tortura, cinque per lesioni e altri tre per falso. Si tratta, al momento, di contestazioni che dovranno essere verificate nel corso del procedimento e per le quali dovranno essere accertate le eventuali responsabilità individuali.
Un ruolo centrale nell’inchiesta è affidato ai racconti delle dodici presunte vittime. Si tratta di ragazzi stranieri, quasi tutti egiziani, di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Le loro dichiarazioni sono state raccolte attraverso altrettanti incidenti probatori e descrivono episodi caratterizzati da violenze fisiche, intimidazioni e comportamenti umilianti.
Tra le testimonianze figura quella di un giovane che avrebbe raccontato di essere stato costretto a spogliarsi e minacciato con un paio di forbici avvicinate ai genitali, prima di essere colpito con calci e pugni.
A supporto delle accuse ci sarebbero anche documentazione medica, con ferite, ecchimosi e lividi, oltre ai filmati delle telecamere presenti all’interno dell’istituto, alle relazioni di servizio e alle denunce.
Nelle carte dell’inchiesta vengono inoltre riportati alcuni soprannomi utilizzati dai detenuti per indicare gli agenti, tra cui “Pugile”, “Animale”, “lo sceriffo” e “Shrek”.
Cosa ha stabilito il gip e l’inchiesta
Il gip, come riportato da Repubblica, avrebbe definito le condotte contestate “incongrue, inurbane e delittuose”, sottolineando che non potrebbero essere giustificate dalle condizioni di degrado dell’istituto nel 2025.
Sul caso era intervenuta anche Antigone, che ha ricordato di aver presentato un esposto nel luglio 2025. Segnalazioni erano inoltre giunte al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità. La misura cautelare interessa tre dei dieci agenti indagati, mentre l’inchiesta prosegue per chiarire le singole responsabilità.