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Albert Fish: vittime, crimini e processo del serial killer americano
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Albert Fish: il “Gray Man” che rapiva bambini e confessò crimini mai completamente chiariti

polizia sirene spiegate scena del crimine

Albert Fish fu condannato per l’omicidio di Grace Budd nel 1935 e confessò altri delitti contro bambini. Sostenne di aver avuto decine di vittime, ma gran parte delle sue dichiarazioni non fu mai provata.

Hamilton Howard “Albert” Fish, nato a Washington nel 1870, è ricordato come uno dei più inquietanti assassini seriali della storia americana. La stampa lo soprannominò “Gray Man”, “Brooklyn Vampire” e “Moon Maniac”. Fish confessò numerosi rapimenti, abusi e omicidi di bambini, ma è essenziale distinguere le sue dichiarazioni dalla verità giudiziaria: fu processato e condannato a morte soltanto per l’omicidio di Grace Budd.

Altri due delitti, quelli di Billy Gaffney e Francis McDonnell, sono considerati fortemente documentati attraverso confessioni e riscontri, mentre le cifre molto più elevate da lui rivendicate non furono dimostrate.

Scena del crimine nastro polizia
Scena del crimine nastro polizia – newsmondo.it

Albert Fish: Grace Budd e la lettera che lo tradì

Il 3 giugno 1928, Fish si presentò nell’abitazione della famiglia Budd a Manhattan usando il falso nome Frank Howard. Aveva risposto a un annuncio di lavoro pubblicato dal fratello maggiore di Grace. Dopo essersi conquistato la fiducia dei genitori, convinse la famiglia a lasciargli portare la bambina di 10 anni a una presunta festa di compleanno. La festa non esisteva: Fish condusse Grace in una casa isolata nella contea di Westchester e la uccise.

Per oltre sei anni il caso rimase irrisolto. Nel novembre 1934, la madre di Grace ricevette una lettera anonima nella quale l’autore descriveva il rapimento e confessava l’omicidio, includendo anche riferimenti al cannibalismo. Gli investigatori riuscirono a risalire alla provenienza della carta e a una pensione dove Fish aveva soggiornato. Nel dicembre 1934 venne arrestato. Quella lettera, scritta dallo stesso assassino, aveva finalmente fornito alla polizia la pista decisiva.

Le altre confessioni e la sedia elettrica

Dopo la cattura Fish confessò anche l’uccisione del piccolo Billy Gaffney, quattro anni, scomparso a Brooklyn nel 1927, e quella di Francis McDonnell, otto anni, ucciso a Staten Island nel 1924. Per questi due casi non arrivò però una condanna separata.

Fish sostenne inoltre di avere aggredito o ucciso un numero enormemente superiore di bambini, arrivando in alcune dichiarazioni a parlare di circa 100 vittime. Gli investigatori dell’epoca non considerarono attendibile quella cifra e molte delle sue affermazioni non trovarono alcun riscontro indipendente.

Il processo per Grace Budd iniziò nella contea di Westchester nel marzo 1935. La difesa sostenne che Fish fosse incapace di intendere e di volere e diversi psichiatri discussero approfonditamente le sue gravi patologie. L’accusa mise invece in evidenza la pianificazione del rapimento, l’uso di una falsa identità e i tentativi di evitare la cattura. Il 22 marzo 1935 la giuria lo dichiarò colpevole di omicidio di primo grado, respingendo la difesa basata sull’infermità mentale.

Albert Fish fu giustiziato sulla sedia elettrica a Sing Sing il 16 gennaio 1936, a 65 anni. La sua morte lasciò irrisolta la domanda sul numero reale delle vittime. Il dato più prudente rimane quindi questo: una condanna per omicidio, tre bambini generalmente considerati vittime documentate e numerosi altri delitti soltanto sospettati o rivendicati dallo stesso Fish.

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ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2026 10:47

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