Massima attenzione in tutta Europa per la cosiddetta malattia della pioggia. Ecco di cosa si tratta, quali sono i sintomi e come si trasmette.
Non solo i timori per la diffusione del virus Junin. L’Europa sta tenendo monitorata un’altra situazione di contagi che negli ultimi tempi sono aumentati e che potrebbero in qualche modo dare dei problemi a tutti i cittadini. Si tratta del propagarsi della malattia della pioggia, nota con il nome tecnico di dermatofilosi, ovvero una patologia provocata dal batterio Dermatophilus congolensis.

Allarme per la malattia della pioggia: di cosa si tratta
La dermatofilosi, conosciuta anche con il soprannome di “malattia della pioggia”, sta attirando nuovamente l’attenzione delle autorità sanitarie europee. Si tratta di un’infezione cutanea causata dal batterio Dermatophilus congolensis, un microrganismo noto soprattutto in ambito veterinario e considerato raro quando colpisce l’uomo.
Il batterio interessa principalmente i bovini, ma può essere presente anche in cavalli, pecore e altri animali domestici o selvatici. Tradizionalmente, i casi umani erano collegati soprattutto al contatto con animali infetti oppure con materiali contaminati. Le osservazioni più recenti in Europa hanno però evidenziato una possibile modifica nelle modalità di trasmissione.
La situazione dei contagi che spaventa l’Europa
Secondo l’Ecdc, il contatto fisico particolarmente ravvicinato tra persone potrebbe rappresentare la principale modalità di contagio nei casi osservati. Non viene comunque esclusa una trasmissione indiretta attraverso superfici o oggetti contaminati. Al 20 agosto sono state registrate 123 infezioni complessivamente in dieci Paesi: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Al momento non desta preoccupazione la situazione in Italia con nessun caso per ora segnalato ma i timori, ovviamente, vanno in crescendo.
Nel Regno Unito è stato inoltre segnalato il primo caso nazionale, individuato in Scozia. Secondo le autorità sanitarie britanniche, l’infezione sarebbe collegata alla frequentazione di un locale destinato ad attività sessuali. Altri casi sono stati invece osservati tra persone impegnate in sport caratterizzati da un contatto fisico molto stretto, comprese le arti marziali, oppure associate alla frequentazione di saune e ambienti caldo-umidi.
Il termine “malattia della pioggia” può tuttavia creare confusione. L’espressione deriva dalle definizioni inglesi “rain rot” e “rain scald”, utilizzate soprattutto per descrivere la patologia negli animali. La pioggia e l’umidità persistente possono favorire la presenza del batterio perché mantengono la pelle umida, facilitandone la macerazione e rendendo meno efficace la barriera cutanea, soprattutto in presenza di piccole lesioni.
Sintomi e come si diffonde
La dermatofilosi provoca principalmente manifestazioni sulla pelle, tra cui papule, pustole, croste, desquamazione e talvolta prurito. Le lesioni possono comparire in diverse parti del corpo, comprese zona genitale e inguinale, cosce, tronco e volto. Poiché i sintomi possono assomigliare a quelli di altre patologie dermatologiche o infezioni sessualmente trasmesse, può essere necessaria una valutazione medica accompagnata, quando indicato, da un esame microbiologico.
Per ridurre i rischi è consigliabile evitare il contatto diretto con lesioni sospette, non condividere asciugamani, vestiti e biancheria, curare l’igiene personale e proteggere eventuali ferite o abrasioni. In presenza di lesioni insolite dopo un’esposizione considerata a rischio, è opportuno rivolgersi a un medico.