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Madre e figlia avvelenate con la ricina: parla il medico che le ha visitate
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Madre e figlia avvelenate con la ricina: la rivelazione del medico che le ha visitate

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Il medico che per primo ha visitato Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ovvero madre e figlia avvelenate con la ricina, ha rotto il silenzio.

I tempi si sono allungati per fare chiarezza sul caso di madre e figlia avvelenate con la ricina ma in tv è emerso qualcosa di interessante. A parlare è stato il medico che per primo ha visitato Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte a Pietracatella, in provincia di Campobasso.

“Io lavoro spesso sulla soglia di un baratro e provi a trattenere le persone. Alcune volte le riesci a trattenere, altre volte sfuggono”. È con queste parole che il dottor Pietro Vuotto, uno dei medici indagati dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, ha raccontato la sua esperienza durante un’intervista esclusiva a Ore 14, la trasmissione condotta da Salvo Sottile su Rai 2.

pianta di ricino con frutti
pianta di ricino – newsmondo.it

Madre e figlia avvelenate con la ricina: parla il medico

Vuotto ha visitato Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, entrambe morte per avvelenamento da ricina. Il medico ha spiegato di essere stato l’unico ad aver avuto modo di visitare anche Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara.

Il ricordo della ragazza, in particolare, è per lui particolarmente difficile. “Considerando l’età di Sara che è vicina a una delle mie figlie, per me è stato molto duro”, ha raccontato il dottore. Da quanto è stato possibile capire, al primo accesso in ospedale, Sara presentava alcuni segni compatibili con una disidratazione: aveva le labbra asciutte ed era molto pallida. Anche Antonella, secondo quanto riferito dal medico, era arrivata con sintomi molto simili a quelli della figlia.

Nella fase iniziale – ha spiegato Vuotto -, le ipotesi diagnostiche erano principalmente due: “La forbice diagnostica iniziale era tra una tossinfezione e una enterite”.

Quando Sara è tornata in ospedale nel pomeriggio del 27, però, il quadro appariva diverso e più preoccupante. La ragazza era ipotesa, con la pressione molto bassa, confusa e tendeva ad addormentarsi, senza rispondere sempre in modo adeguato. Una situazione che aveva preoccupato anche la sorella Alice.

L’ipotesi sull’avvelenamento in due fasi

Interpellato sulla possibilità che l’avvelenamento di Sara possa essere avvenuto in due momenti differenti, Vuotto ha risposto: “Sì perché sicuramente c’è un quadro di presentazione molto diverso tra la prima volta in cui vedo Sara e la seconda volta in cui la vedo”.

Il medico ha infine sottolineato anche la differenza rispetto alle condizioni di Gianni: “Sono sicuro che il quadro di presentazione di Gianni Di Vita era dissimile da quello di Sara e di Antonella”. E ha concluso: “Io penso che stiamo di fronte a un delitto orribile”.

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ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2026 17:18

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