Sławomir Rawicz raccontò di essere fuggito da un gulag nel 1941 e di aver percorso oltre 6.000 chilometri fino all’India. Documenti emersi decenni dopo hanno però messo seriamente in dubbio la sua storia.
Nel 1956, l’ex militare polacco Sławomir Rawicz pubblicò The Long Walk, presentando al mondo una straordinaria storia di sopravvivenza. Sosteneva di essere evaso da un campo di lavoro sovietico durante la Seconda guerra mondiale e di aver raggiunto l’India dopo un viaggio a piedi di migliaia di chilometri. Il libro divenne un successo internazionale, ma la sua autenticità venne discussa già poco dopo la pubblicazione.

Rawicz: la fuga raccontata in The Long Walk
Secondo il racconto di Rawicz, dopo essere stato arrestato dai sovietici e condannato a 25 anni di lavori forzati. Venne trasferito in un campo in Siberia. Nel 1941 sarebbe fuggito insieme ad altri sei prigionieri.
Il gruppo avrebbe iniziato un lunghissimo viaggio verso sud, attraversando la Siberia, la Mongolia, il deserto del Gobi, il Tibet e infine l’Himalaya. Alcuni componenti sarebbero morti durante il percorso, mentre Rawicz e altri sopravvissuti avrebbero raggiunto l’India britannica nel 1942, dopo aver percorso oltre 6.000 chilometri.
Già nel 1956, tuttavia, alcuni osservatori notarono l’assenza di conferme indipendenti: gli altri presunti sopravvissuti non erano stati identificati e non erano emerse testimonianze verificabili del loro arrivo in India.
I documenti che contraddicono il racconto
Decenni dopo emersero documenti sovietici e militari polacchi incompatibili con la versione del libro. Secondo questi atti, Rawicz non sarebbe fuggito dal gulag nel 1941: sarebbe stato invece liberato all’inizio del 1942 grazie all’amnistia concessa ai cittadini polacchi detenuti nell’URSS.
La documentazione indica inoltre che il 26 marzo 1942 entrò nell’esercito polacco organizzato in Unione Sovietica e poco dopo raggiunse la Persia attraverso il Mar Caspio. Una cronologia difficilmente conciliabile con il viaggio attraverso Gobi, Tibet e Himalaya descritto nel libro.
Non è quindi dimostrato che la straordinaria traversata narrata in The Long Walk sia stata compiuta da Rawicz. È possibile che il racconto abbia incorporato esperienze vissute da altri prigionieri, ma anche questa spiegazione non è stata definitivamente provata. Oggi la sua storia rimane celebre soprattutto come un racconto di sopravvivenza la cui autenticità è fortemente contestata.