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Madre e figlia avvelenate con la ricina: "Il killer era in casa"
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Madre e figlia avvelenate con la ricina: “Il killer era in casa”

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Le tracce del veleno inchiodano il killer di madre e figlia avvelenate e uccise con la ricina a Pietracatella. La svolta nel caso.

Potrebbe trovarsi proprio nell’appartamento di Pietracatella, in provincia di Campobasso, la chiave per ricostruire l’avvelenamento mortale di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuto durante le vacanze di Natale. È questa una delle principali piste seguite dalla Procura di Larino nell’indagine per duplice omicidio premeditato, ancora formalmente a carico di ignoti. Dopo gli “elementi certi” emersi, ecco la svolta nel caso di madre e figlia avvelenate.

pianta di ricino con frutti
pianta di ricino – newsmondo.it

Madre e figlia avvelenate con la ricina: la svolta

A riaccendere le aspettative degli investigatori sono gli esiti delle analisi effettuate nei laboratori specializzati di Berlino. Gli esperti del Robert Koch Institute avrebbero infatti individuato tracce di ricina su alcuni degli oggetti sequestrati all’interno dell’abitazione della famiglia Di Vita. Si tratta di una sostanza tossica inodore, insapore e incolore, che secondo l’ipotesi investigativa potrebbe essere stata sciolta in un alimento o in una bevanda.

I reperti analizzati sono complessivamente 131 e comprendono alimenti, stoviglie e indumenti raccolti nella casa a partire dal 7 luglio. Proprio dall’esame di questi materiali sarebbero emersi, secondo quanto riferito, “elementi certi” a sostegno della ricostruzione del duplice omicidio.

Il killer era in casa

Il dato ritenuto più significativo dagli inquirenti riguarda la possibilità che la persona responsabile abbia manipolato la sostanza direttamente all’interno dell’abitazione. L’incrocio tra le prime analisi e gli approfondimenti condotti negli ultimi mesi a Berlino potrebbe ora consentire di restringere il campo delle verifiche. Di fatto secondo quanto emerso chi ha usato il veleno era in casa.

Per conoscere il quadro definitivo, tuttavia, sarà necessario attendere ancora alcuni giorni, quando dovrebbero arrivare gli ultimi risultati dal laboratorio tedesco. Un elemento potrebbe assumere un peso particolare nell’indagine: l’eventuale presenza della ricina su utensili o oggetti utilizzati e toccati da una sola persona, diversa dalle vittime.

Altrettanto rilevante sarebbe l’eventuale individuazione della tossina sugli indumenti di uno dei familiari sopravvissuti. Proprio questi riscontri potrebbero fornire agli investigatori nuovi elementi per ricostruire chi abbia avuto contatto con la sostanza all’interno della casa e chiarire la dinamica dell’avvelenamento.

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ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2026 13:00

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