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McMartin Preschool: il processo per abusi sui bambini
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Il processo alla McMartin Preschool: un caso da 15 milioni di dollari e nessuna condanna

un peluche per bambini a terra

La storia del caso McMartin Preschool, scoppiato in California nel 1983. Le accuse di abusi e rituali satanici, gli interrogatori controversi e il processo terminato senza condanne.

Nel 1983, una scuola materna di Manhattan Beach, in California, finì al centro di uno dei più grandi scandali giudiziari degli Stati Uniti. Sette persone vennero accusate di aver commesso abusi sessuali su numerosi bambini, all’interno di una presunta rete criminale che avrebbe praticato persino rituali satanici e torture.

Il caso della McMartin Preschool provocò un’ondata di paura in tutto il Paese, alimentata da testimonianze inquietanti e da un’enorme attenzione mediatica.

Dopo sette anni di indagini e procedimenti giudiziari, però, nessuno degli imputati venne condannato.

La vicenda sarebbe diventata un caso emblematico della cosiddetta Satanic Panic, il fenomeno di allarme collettivo legato alla presunta esistenza di organizzazioni sataniche dedite agli abusi sui minori.

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McMartin Preschool: le accuse del 1983 e i racconti dei bambini sui rituali satanici

Tutto cominciò il 12 agosto 1983, quando Judy Johnson contattò la polizia di Manhattan Beach, sostenendo che suo figlio di due anni e mezzo fosse stato molestato da Raymond Buckey, un insegnante della McMartin Preschool.

Il giovane venne arrestato il 7 settembre, ma inizialmente fu rilasciato per insufficienza di prove.

Il giorno successivo, la polizia inviò una lettera a circa 200 famiglie, informandole delle accuse e invitandole a parlare con i propri figli di possibili abusi sessuali.

Le segnalazioni aumentarono rapidamente.

Gli investigatori coinvolsero il Children’s Institute International, un’organizzazione specializzata nell’assistenza ai bambini, che intervistò centinaia di piccoli alunni.

Durante gli interrogatori emersero racconti sempre più sorprendenti: presunti passaggi sotterranei, cerimonie sataniche, uccisioni di animali e aggressioni sessuali collettive.

Nel marzo 1984, sette persone, appartenenti alla famiglia McMartin o impiegate nella scuola, furono formalmente accusate.

Le indagini portarono perfino a effettuare scavi nell’area dell’asilo, alla ricerca dei tunnel descritti da alcuni bambini. Le verifiche ufficiali non trovarono prove delle presunte stanze sotterranee.

Con il passare del tempo, inoltre, cominciarono a emergere gravi dubbi sui metodi utilizzati per raccogliere le testimonianze.

Il processo più lungo d’America e le assoluzioni del 1990

Nel 1986, le accuse contro cinque dei sette imputati vennero ritirate.

A processo rimasero Raymond Buckey e sua madre Peggy McMartin Buckey, direttrice della scuola.

Il dibattimento iniziò il 13 luglio 1987 e proseguì per oltre due anni e mezzo, diventando uno dei processi penali più lunghi e costosi della storia americana.

La difesa contestò soprattutto gli interrogatori condotti sui bambini, sostenendo che le domande fossero spesso suggestive, ripetitive e accompagnate da pressioni psicologiche.

Alcune registrazioni mostravano intervistatori che insistevano quando i bambini negavano determinati episodi, incoraggiandoli invece quando fornivano le risposte attese.

Il 18 gennaio 1990, dopo nove settimane di deliberazioni, arrivarono i verdetti.

Peggy McMartin Buckey venne assolta da tutte le accuse. Raymond Buckey fu assolto da 40 capi d’imputazione, mentre la giuria non raggiunse un accordo sugli altri 13.

Ray affrontò un secondo processo, concluso nel luglio 1990 con un’altra giuria incapace di raggiungere un verdetto unanime.

Il 1° agosto 1990, tutte le accuse residue vennero definitivamente ritirate.

Buckey aveva trascorso circa cinque anni in custodia cautelare, senza mai essere condannato.

Il costo complessivo della vicenda giudiziaria fu stimato intorno ai 13-15 milioni di dollari.

Il caso non dimostrò che ogni testimonianza fosse necessariamente falsa. Alcuni giurati dichiararono di ritenere possibile che dei bambini avessero subito abusi, ma sottolinearono che le prove non consentivano di attribuirli agli imputati.

Una ricerca pubblicata nel 1998 sul Journal of Applied Psychology dimostrò quanto tecniche d’intervista simili a quelle utilizzate nel caso potessero favorire false accuse da parte dei bambini.

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ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2026 19:37

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