Due diverse versioni de L’Urlo di Edvard Munch furono rubate a Oslo nel 1994 e nel 2004. Entrambe vennero recuperate, ma il secondo dipinto riportò danni permanenti.
L’Urlo non è un unico quadro: Edvard Munch realizzò diverse versioni del celebre soggetto. Due di queste furono protagoniste, a dieci anni di distanza, di altrettanti clamorosi furti a Oslo. La prima apparteneva alla National Gallery, oggi parte del National Museum; la seconda era conservata al Munch Museum.

L’Urlo: il furto del 1994 durò appena 50 secondi
La mattina del 12 febbraio 1994, giorno dell’apertura delle Olimpiadi invernali di Lillehammer, due uomini raggiunsero la National Gallery di Oslo con una scala, ruppero una finestra e sottrassero la versione del 1893 de L’Urlo. L’intera operazione durò circa 50 secondi. I ladri lasciarono anche un messaggio ironico con cui ringraziavano per la scarsa sicurezza.
Seguì una richiesta di riscatto, ma il museo non pagò. La polizia norvegese organizzò invece un’operazione sotto copertura con la collaborazione di investigatori britannici. Il 7 maggio 1994, quasi tre mesi dopo il furto, il dipinto venne recuperato senza danni in un hotel di Åsgårdstrand.
Nel 2004 arrivano uomini armati al Munch Museum
Il 22 agosto 2004 venne rubata un’altra versione de L’Urlo. Questa volta due uomini mascherati e armati entrarono nel Munch Museum in pieno giorno, minacciarono personale e visitatori e strapparono dalle pareti sia L’Urlo sia Madonna, altro celebre dipinto di Munch. Un complice li attendeva all’esterno con un’automobile.
Le opere rimasero scomparse per oltre due anni. Il 31 agosto 2006, la polizia di Oslo annunciò di aver recuperato entrambi i dipinti durante un’operazione di cui non furono divulgati tutti i dettagli. Diversi uomini vennero condannati per il loro coinvolgimento nella rapina.
Questa volta, però, L’Urlo non tornò completamente indenne: il museo riscontrò graffi e danni provocati dall’umidità, compresa una macchia nell’angolo inferiore sinistro che non è stato possibile eliminare completamente. Entrambe le versioni rubate sono comunque tornate nelle rispettive collezioni norvegesi.