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Riscaldamento 2026, quando si possono accendere i termosifoni: le date zona per zona

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I primi freddi e le regole per il riscaldamento. Ecco quando si possono accendere i termosifoni in Italia. Tutte le date e le zone.

Con l’arrivo dell’autunno torna anche il tema dell’accensione dei termosifoni, ma non esiste una data unica valida per tutta Italia. Il calendario dipende infatti dalla zona climatica nella quale si trova il Comune, una classificazione che stabilisce sia il periodo in cui gli impianti possono funzionare sia il numero massimo di ore quotidiane consentite. Andiamo a scoprire tutte le regole per il riscaldamento del 2026-27.

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Riscaldamento: quando si possono accendere i termosifoni

Il riferimento da tenere presente è quindi la fascia climatica della propria città. Le amministrazioni comunali possono comunque intervenire con specifiche ordinanze: in presenza di comprovate esigenze possono anticipare o posticipare l’accensione, modificare la durata giornaliera di funzionamento e fissare una temperatura massima più bassa rispetto a quella prevista dalla normativa.

La prima data importante è il 15 ottobre, quando possono essere accesi gli impianti nei Comuni della zona climatica E. Si tratta di una fascia che comprende gran parte del Nord Italia. Qui il riscaldamento può essere utilizzato fino al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno.

Appartengono alla zona E, tra gli altri, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia, Bergamo e Trieste. La fascia comprende numerosi territori distribuiti nelle province di Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Verona e Vicenza. Nella stessa fascia rientra anche la provincia di Forlì-Cesena, fatta eccezione per Forlì e Forlimpopoli, inseriti nella zona D.

Le altre zone e le regole

Per Roma, invece, bisogna aspettare il 1° novembre. La Capitale appartiene alla zona D, nella quale il riscaldamento può funzionare fino al 15 aprile per un massimo di 12 ore al giorno. Nella stessa fascia rientrano, tra le altre, Firenze, Ancona, Perugia e Genova.

Il 15 novembre è invece la data prevista per la zona C, che comprende città come Napoli, Bari e Lecce. Qui gli impianti possono rimanere accesi fino al 31 marzo, per un massimo di 10 ore quotidiane.

Nelle zone più calde l’accensione è ancora più tardiva. In zona B, che comprende territori di Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani, si può partire dal 1° dicembre, per un massimo di 8 ore al giorno, con spegnimento entro il 31 marzo. In zona A, comprendente Lampedusa, Porto Empedocle e Linosa, l’accensione è prevista dal 1° dicembre per massimo 6 ore giornaliere, fino al 15 marzo.

Fa eccezione la zona F, dove non sono previsti limiti stagionali. Comprende Belluno, Cuneo, Trento e alcuni Comuni dell’Appennino caratterizzati da condizioni climatiche particolarmente rigide.

Infine, le regole riguardano anche le temperature: per abitazioni e altri edifici a uso civile il riferimento è 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Per gli immobili destinati ad attività industriali o artigianali il limite è invece di 18 °C, sempre con una tolleranza di 2 °C.

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ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2026 15:38

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