La rabbia di Giorgia Meloni palesata pubblicamente e l’ipotesi dimissioni in un caso ben preciso. Cosa filtra sulla Premier.
Il dato sul deficit italiano del 2025 ha acceso lo scontro tra il Governo e l’Istat e ha aperto a nuovi interrogativi anche sul futuro della legislatura. La conferma dell’indebitamento al 3,1% del Pil significa infatti che l’Italia dovrà attendere il prossimo anno per uscire dalla procedura di infrazione europea. Una situazione che ha provocato la dura reazione di Giorgia Meloni.

Giorgia Meloni e la delusione per i dati Istat
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avrebbe contestato il modo in cui sono stati elaborati e aggiornati i numeri, sostenendo: “Abbiamo risparmiato tutto quello che altri hanno sperperato, ma il risultato ci viene negato da chi lavora contro l’Italia per colpire noi“. La premier avrebbe inoltre osservato che, sul fronte economico, “i numeri sono un’opinione”, ricordando la sua valutazione secondo cui “l’Istat in quattro anni ha sbagliato tutte le previsioni”.
Nel dibattito è intervenuto anche il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che ha richiamato il peso del Superbonus sui conti pubblici: “Sono quaranta miliardi solo quest’anno, più venti per il credito d’imposta. E noi restiamo in infrazione per un decimale”.
Il futuro del Governo e l’ipotesi dimissioni
Il problema dei conti potrebbe avere conseguenze anche sulle prospettive politiche del governo. Con meno risorse disponibili, una manovra caratterizzata da misure elettorali avrebbe margini più ridotti. Da qui l’ipotesi di un possibile anticipo del voto.
Meloni ha chiesto che l’esame dello Stabilicum alla Camera si concluda entro il 5 ottobre e ha posto la questione di fiducia. Il passaggio parlamentare diventa così decisivo. Nel caso in cui la riforma venisse bocciata, secondo quanto riferito sempre dal Corriere, la premier avrebbe fatto capire di essere pronta a dimettersi, aprendo uno scenario destinato a mettere alla prova anche gli equilibri interni al centrodestra.