Quantcast
Pensioni 2029, nuove stime: quando si uscirà dal lavoro
Vai al contenuto

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Pensioni 2029, nuove stime: quando si uscirà dal lavoro

inps pensioni contributi

Cosa filtra sulle pensioni e le nuove stime legate all’età nella quale si uscirà dal lavoro. I dati e la previsione sul 2029.

L’invecchiamento della popolazione italiana continuerà a incidere sul sistema pensionistico, spingendo verso l’alto i requisiti necessari per accedere alla pensione e mantenendo elevata la spesa pubblica rispetto al Pil. È quanto emerge dal rapporto annuale della Ragioneria generale dello Stato sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario.

un barattolo per i risparmi per la pensione

Pensioni 2029: nuove stime su quando si uscirà dal lavoro

Le proiezioni indicano un progressivo aumento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia, collegato all’adeguamento alla speranza di vita. Nel 2027 saranno necessari 67 anni e un mese, mentre nel 2028 si arriverà a 67 anni e tre mesi. Il requisito salirà poi a 67 anni e sei mesi nel 2029 e a 67 anni e otto mesi nel 2031.

Anche per la pensione anticipata, indipendentemente dall’età, aumenteranno gli anni di contribuzione richiesti. Nel 2027 serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi e nel 2028 43 anni e un mese. Nel 2029 il requisito salirà a 43 anni e quattro mesi, mentre nel 2031 sarà necessario raggiungere 43 anni e sei mesi. Per le donne il requisito contributivo previsto è inferiore di un anno.

Le conseguenze dell’evoluzione demografica si riflettono anche sulla spesa pensionistica. Secondo la Ragioneria generale dello Stato, il rapporto tra spesa per pensioni e Pil raggiungerà il 17,1% nel 2041 e resterà su questo livello per i tre anni successivi. La crescita è attribuita soprattutto all’aumento del numero delle pensioni rispetto agli occupati, legato all’ingresso in quiescenza delle generazioni del baby boom. A contenere parzialmente l’incremento contribuiranno l’aumento dei requisiti e la progressiva applicazione del sistema contributivo.

Il dato sul futuro

Dal 2045 il rapporto inizierà invece a diminuire, fino al 16,2% nel 2050 e al 14% nel 2070. La riduzione sarà legata alla generalizzazione del metodo contributivo, alla stabilizzazione e successiva inversione del rapporto tra pensionati e occupati, all’uscita progressiva dei baby boomer e all’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita.

Il rapporto analizza anche pensioni, sanità e assistenza di lungo periodo. Dopo il 25,3% del Pil raggiunto nel 2020, durante la pandemia, la spesa complessiva è scesa al 22,1% nel 2023. Le stime prevedono una nuova crescita fino al 23,2% nel 2030 e al 25,5% nel 2044, prima della successiva discesa al 23% nel 2070.

La proposta della Lega

Le proiezioni sono basate sulla legge di bilancio dello scorso anno e sulle ultime stime macroeconomiche disponibili, quelle del Documento di finanza pubblica di aprile. Intanto, in vista della prossima Manovra, è aperto il confronto sulle pensioni. Tra le ipotesi c’è quella avanzata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che propone per il prossimo triennio l’uscita anticipata a 64 anni con il calcolo dell’intero assegno secondo il sistema contributivo e una possibile riduzione della soglia minima dell’importo maturato.

Sulla proposta è intervenuto il presidente dell’Inps Gabriele Fava, sottolineando che la decisione “spetta esclusivamente al legislatore”. Fava ha ricordato inoltre l’aumento dei lavoratori over 55 tra il 2019 e il 2025 e ha evidenziato la possibilità, per chi lo desidera, di continuare a lavorare. “Il futuro del welfare non si misura in anni da sottrarre al lavoro, ma in anni da restituire alla vita di chi lo sceglie”, ha affermato.

Leggi anche
Bonus mamme 2026: quando arriva il contributo fino a 720 euro e chi lo può ottenere

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2026 16:07

Bonus mamme 2026: quando arriva il contributo fino a 720 euro e chi lo può ottenere

nl pixel