Il drammatico caso di Annabel Richter, la ragazza di 21 anni morta in circostanze terribili dopo essere stata drogata e violentata.
Annabel Richter aveva 21 anni e si era trasferita a New York per realizzare il suo sogno di studiare moda. La sua vita si è interrotta il 18 marzo, nel dormitorio del Fashion Institute of Technology, dove sarebbe stata vittima di una violenza sessuale mentre era priva di sensi per un’overdose di fentanyl. Per la vicenda è accusato Moises Freire, 19 anni, che avrebbe somministrato la sostanza anche alla compagna di stanza della giovane. A ricostruire quanto accaduto è il New York Post, che ha esaminato gli atti giudiziari.

Il caso di Annabel Richter: morta dopo essere stata drogata e violentata
Secondo l’accusa, Freire avrebbe detto alle due ragazze di aver portato della cocaina dal Messico, senza rivelare la reale natura della sostanza. Una settimana prima, tuttavia, avrebbe provato personalmente il fentanyl, definendolo “veleno” in un messaggio inviato a un amico. Il giovane non frequentava l’istituto universitario e non è stato chiarito come conoscesse le due studentesse.
Dopo aver consegnato loro la droga, Freire avrebbe abusato sessualmente di Annabel, ormai incosciente. In seguito avrebbe aspettato 45 minuti prima di avvertire la sicurezza del campus. Stando alla ricostruzione, avrebbe anche scattato fotografie della ragazza, nuda dalla vita in giù, per mostrarle agli amici. Agli addetti alla sicurezza avrebbe invece riferito che entrambe le giovani erano svenute perché avevano bevuto troppo, sostenendo di essersi accorto delle condizioni della vittima soltanto dopo il rapporto sessuale.
I soccorritori hanno somministrato alle due studentesse il Narcan, farmaco utilizzato per contrastare gli effetti degli oppioidi, trasportandole poi in ospedale. A sopravvivere è stata soltanto la compagna di stanza di Annabel.
Il caso in tribunale
Durante un’udienza ad aprile, la procuratrice ha contestato la versione dell’imputato, sottolineando come apparisse lucido e sobrio e non avesse assunto sostanze. Freire e Brian Peralta Cabrera, 18 anni, erano stati arrestati a marzo. Entrambi si sono dichiarati non colpevoli rispetto alle prime imputazioni, che non comprendevano la violenza sessuale, e rimangono detenuti. Cabrera è accusato di aver aiutato l’amico a procurarsi il fentanyl.
Per Freire il quadro accusatorio si è successivamente aggravato. Il 28 ottobre dovrà comparire in aula per la contestazione formale dei nuovi capi d’imputazione, tra cui la distribuzione di stupefacenti con l’intento di commettere uno stupro. In caso di condanna, rischia una pena compresa tra 20 anni di carcere e l’ergastolo. Un terzo uomo, Harry Rosales Pino, si è già dichiarato colpevole di spaccio con conseguente morte.