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Madre e figlia avvelenate con la ricina: perizia dispositivi Gianni Di Vita
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Madre e figlia avvelenate con la ricina: la perizia che coinvolge Gianni Di Vita

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Interessanti novità per il caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte. L’attenzione degli inquirenti su Gianni Di Vita.

L’indagine sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, entrambe decedute dopo essere state avvelenate dalla ricina durante le vacanze di Natale, entra in una fase cruciale. Dopo le novità legate ad elementi secondo cui il killer sarebbe stato “in casa” per compiere le sue azioni, ecco ulteriore step che riguarda l’analisi dei dispositivi elettronici e che coinvolge anche Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.

provette in un laboratorio

Madre e figlia avvelenate con la ricina: nuove analisi

Gli inquirenti vogliono verificare se all’interno della famiglia siano state effettuate ricerche sulla potente tossina individuata nel sangue delle due vittime. Le perizie irripetibili disposte dalla Procura di Larino prenderanno il via il 28 settembre e riguarderanno il materiale informatico sequestrato il 31 luglio nell’abitazione dei Di Vita, in via Risorgimento. Sotto esame finiranno un computer desktop Lenovo e dieci pen drive, alcune delle quali contrassegnate a mano o identificate attraverso specifici codici, che sarebbero di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.

A occuparsi degli accertamenti saranno gli specialisti informatici della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, appartenenti al Servizio Centrale Operativo. La delega è stata affidata loro dalla procuratrice Elvira Antonelli. Il lavoro partirà dalla realizzazione di una copia forense inalterabile dei dispositivi, per poi procedere con l’analisi degli archivi contenuti al loro interno.

I dettagli e cosa si cerca

L’attenzione sarà rivolta innanzitutto alle eventuali tracce di navigazione internet riconducibili alla ricerca, all’acquisto o alla preparazione della ricina. Gli investigatori cercheranno inoltre eventuali elenchi o messaggi relativi agli alimenti consumati dalle due donne nei giorni precedenti la comparsa dei primi sintomi.

Tra i possibili elementi di interesse ci sono anche pagine di diario, registrazioni vocali e appunti che possano documentare lo stato di salute e le sofferenze fisiche manifestate tra il 24 e il 28 dicembre. Saranno inoltre esaminate conversazioni sui social, chat e comunicazioni via e-mail, con l’obiettivo di ricostruire le relazioni e le abitudini quotidiane delle vittime.

Le operazioni cominceranno la mattina del 28 settembre nella questura di Campobasso. Essendo un accertamento tecnico non ripetibile, l’avviso è stato notificato ai familiari delle vittime e ai sanitari indagati. Potranno partecipare con i propri avvocati e nominare consulenti tecnici incaricati di seguire le attività di estrazione dei dati.

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ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2026 12:03

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