Problemi per Carlo Calenda che ha manifestato tutta la propria contrarietà a seguito dei fatti che gli sono accaduti.
Carlo Calenda ancora protagonista. Questa volta non per una risposta ad un ascoltare radio come quella decisamente forte dei giorni scorsi ma per una vera e propria disavventura. Il politico si è trovato bloccato in Sicilia a causa della sospensione dei voli a Catania legata all’eruzione dell’Etna e ha affidato ai social il proprio sfogo sulle difficoltà incontrate durante il viaggio.

Calenda bloccato in Sicilia: lo sfogo
Il leader di Azione ha raccontato di aver dovuto rinunciare al volo verso Torino e di aver incontrato notevoli problemi anche cercando alternative attraverso Palermo. “La Sicilia è uno dei posti che amo di più al mondo. C’è da dire però che è trascurata come neanche un Paese del terzo mondo”, ha dichiarato Calenda, criticando in particolare la gestione delle infrastrutture dell’isola. Secondo il leader di Azione, l’emergenza legata all’attività dell’Etna avrebbe avuto conseguenze pesanti sulla mobilità dei passeggeri.
“Non è possibile che se c’è un’eruzione a Catania, di fatto si fermano tutti gli aeroporti”, ha affermato. Calenda ha spiegato di essere rimasto senza possibilità di partire per Torino, mentre il volo individuato da Palermo sarebbe stato disponibile soltanto con un ritardo di sette ore e, successivamente, non sarebbe stato più possibile trovare una soluzione. “Di fatto sono rimasto bloccato per tre giorni perché non si trovano gli aerei”, ha raccontato.
Le critiche non si sono però limitate agli aeroporti. Calenda ha parlato anche delle condizioni delle strade utilizzate dai passeggeri per raggiungere altri scali, descrivendole come difficili da percorrere a causa dei lavori in corso e della mancanza di autogrill.
Nel suo intervento ha poi allargato il discorso alla gestione dell’acqua, sostenendo che la Sicilia abbia “50 società comunali che si occupano di acqua, ma non ha l’acqua” e citando in particolare le reti idriche di Palermo e Catania, che a suo giudizio presenterebbero gravi problemi.
Da qui la proposta di un intervento diretto dello Stato: “Io penso che forse una delle terre più belle del mondo, perché di questo si tratta, meriterebbe che dopo tanti anni di trascuratezza lo Stato intervenisse direttamente e la gestisse per i prossimi trent’anni”.
Il “vantaggio” di essere fermi in Sicilia
Dopo lo sfogo diventato virale nel giro di pochissime ore, Calenda ha deciso di cambiare punto di vista e di osservare anche le cose positive che questo piccolo incidente gli ha procurato. Il leader di Azione, infatti, ha pubblicato un video sui social nel quale ha comunque ribadito il proprio apprezzamento per la Sicilia, osservando che, se proprio bisogna rimanere bloccati, farlo in una terra così bella può essere almeno una consolazione.