Bocciate le misure sul decreto casa del Governo di Pedro Sanchez in Spagna. Scatta l’ipotesi di elezioni anticipate.
Il Congresso spagnolo ha respinto i due decreti presentati dal governo di Pedro Sanchez per affrontare l’emergenza abitativa, aprendo una nuova fase di incertezza politica. Il primo provvedimento è stato bocciato con 172 voti favorevoli e 178 contrari. A schierarsi contro sono stati la destra del Partito Popolare e Vox, insieme ai sette deputati di Junts per Catalunya, i cui voti sono risultati decisivi.

Pedro Sanchez: bocciato decreto del governo
La bocciatura ha provocato immediate proteste all’esterno del Parlamento. Nella Carrera de San Geronimo, dove dalla mattina erano presenti gli attivisti dei sindacati degli inquilini, si sono levate grida contro la decisione dell’Aula. Alla protesta hanno partecipato anche migliaia di cittadini accampati da giorni a Puerta del Sol. Tra gli slogan urlati dai manifestanti: “I vostri profitti, la nostra miseria!” e “Subito sciopero generale!”.
Il primo decreto comprendeva gran parte degli interventi destinati a fronteggiare l’emergenza abitativa: dal blocco degli sfratti delle persone vulnerabili fino al 2030 allo stop agli acquisti di immobili da parte dei cosiddetti “fondi avvoltoio”, oltre a sovvenzioni per l’acquisto della prima casa e misure per realizzare alloggi con canoni accessibili. Dal momento della sua entrata in vigore, mercoledì scorso, il provvedimento aveva già evitato numerosi sgomberi.
Respinto anche il secondo decreto, che prevedeva tra le altre misure il rinnovo automatico per due anni dei contratti di affitto in scadenza fino al 2028. In questo caso i voti sono stati 166 favorevoli e 184 contrari.
L’ipotesi elezioni anticipate
Sul piano politico, il voto ha evidenziato la difficoltà del governo nel disporre di una maggioranza parlamentare progressista. Dopo quanto accaduto, la Moncloa sta valutando anche l’ipotesi di anticipare le elezioni, inizialmente previste alla fine della legislatura nel 2027. Secondo fonti governative citate dall’online elDiario.es, Sanchez potrebbe decidere di convocare le urne il prossimo 29 novembre. Dalla Moncloa, tuttavia, invitano alla “calma” e parlano della necessità di un periodo di “riflessione”, che potrebbe avvenire già nel fine settimana.