Continuano le proteste degli studenti in Francia: licei chiusi e massima allerta da parte del Governo con Lecornu che ha invitato ad ascoltare le persone.
La mobilitazione degli studenti continua in Francia e nelle ultime ore ha registrato nuove tensioni in diverse città . Secondo le stime delle organizzazioni studentesche che hanno promosso le proteste, complessivamente 450mila persone hanno partecipato alle manifestazioni nel Paese, tra cui 100mila a Parigi. A riferirlo è Le Figaro.

Francia: mobilitazione degli studenti continua
Nella capitale la situazione è diventata particolarmente tesa. La polizia ha segnalato un gruppo di circa 300 manifestanti che avrebbe cercato di attaccare le forze dell’ordine. Gli agenti hanno tentato di respingerli e disperderli, così da permettere al corteo di proseguire verso Place de la Nation. Alcuni attivisti, secondo quanto riferito da un giornalista di Le Figaro presente sul posto, hanno rimosso frammenti di pietra dagli ingressi dei negozi per lanciarli contro la polizia.
Scontri anche a Lione, dove la prefettura ha comunicato il ferimento di 11 persone, nove delle quali appartenenti alle forze dell’ordine.
A Strasburgo, invece, la manifestazione era inizialmente trascorsa in modo pacifico, con migliaia di partecipanti e alcune delegazioni di europarlamentari di sinistra. Successivamente, diverse centinaia di studenti hanno raggiunto l’area dell’Università e tentato di tornare verso il centro. L’intervento della polizia antisommossa, con il lancio di lacrimogeni, ha provocato nuovi momenti di tensione. I manifestanti hanno eretto barricate utilizzando cassonetti e materiali da cantiere e hanno lanciato oggetti e pietre contro gli agenti, che hanno risposto con altri lacrimogeni. La polizia ha infine liberato la strada spingendo gli studenti verso i giardini dell’Università . In coda al corteo si trovavano gli eurodeputati di La France Insoumise Emma Fourreau e Anthony Smith.
L’invito di Lecornu
Il premier Sébastien Lecornu ha invitato ad ascoltare le richieste degli studenti. Su X ha definito le manifestazioni un’occasione per esprimere il dissenso in modo legale e democratico. Ha inoltre annunciato, a partire da mercoledì, momenti di confronto nei licei per esaminare le diverse rivendicazioni, riguardanti tra l’altro sostituzioni, condizioni degli edifici, orientamento, orari e democrazia scolastica. Lecornu ha infine proposto un confronto tra Stato e consigli regionali sulla situazione degli edifici scolastici. Da segnalare come siano state sospese le lezioni nei licei fino a venerdì.