Le novità sul bonus Iscro: a chi è rivolto, chi può richiederlo e tutte le modalità per farlo. I dettagli da conoscere e le cifre.
I lavoratori autonomi con Partita Iva in difficoltà economica possono richiedere il bonus ISCRO 2026, un’indennità riconosciuta dall’Inps a chi ha subito una significativa riduzione del reddito. Il contributo varia da un minimo di 255,53 a un massimo di 817,69 euro lordi al mese e viene erogato per sei mensilità, per un importo complessivo che può raggiungere 4.906,14 euro. Per presentare la domanda c’è tempo fino al 31 ottobre 2026, attraverso il portale dell’istituto previdenziale. Un decreto pubblicato il 5 ottobre ha inoltre introdotto nuove regole per i percorsi di formazione professionale destinati ai beneficiari.

Cosa è il bonus Iscro
L’ISCRO, acronimo di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è rivolta ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps, compresi coloro che esercitano la propria attività all’interno di studi associati. Non basta, quindi, possedere una partita Iva: occorre rispettare precise condizioni economiche e previdenziali.
Chi può ottenere il contributo
Per accedere all’indennità bisogna avere una partita Iva attiva da almeno tre anni al momento della richiesta ed essere in regola con i contributi previdenziali. Il reddito da lavoro autonomo dichiarato nel 2025 non deve inoltre superare 12.749,18 euro e deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi del 2023 e del 2024. È necessario, dunque, aver registrato una diminuzione superiore al 30%.
Il confronto riguarda il reddito da lavoro autonomo dichiarato al Fisco, non il fatturato complessivo. Sono esclusi dal calcolo gli eventuali redditi da lavoro dipendente. Tuttavia, al momento della domanda non si deve essere iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria oltre alla Gestione Separata. Può quindi accedere al beneficio anche chi nel 2025 aveva un impiego dipendente, purché nel 2026 non sia più soggetto a quella copertura previdenziale e rispetti le altre condizioni.
Come viene calcolato l’importo
La somma mensile dipende dai redditi autonomi del 2023 e del 2024. L’Inps ne calcola la media annua, la divide per due e applica il 25% al risultato, rispettando i limiti previsti per il 2026. Per esempio, con 6.000 euro di reddito in ciascuno dei due anni, l’indennità mensile è pari a 750 euro.
Il bonus concorre alla formazione del reddito ai fini fiscali, ma non comporta l’accredito di contributi pensionistici aggiuntivi durante i sei mesi di erogazione.
Come presentare domanda
La richiesta va inoltrata sul sito dell’Inps, accedendo al servizio “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” e selezionando l’ISCRO. Per autenticarsi occorre utilizzare SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). Nel modulo vanno dichiarati i redditi del 2023, 2024 e 2025, che l’istituto potrà verificare attraverso i dati dell’Agenzia delle Entrate.
In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato oppure contattare l’Inps al numero gratuito 803 164 da rete fissa o allo 06 164164 da cellulare, con costi secondo il proprio operatore.
Se la domanda viene accolta, il diritto decorre dal giorno successivo alla presentazione e dura sei mesi, ma il pagamento effettivo arriva dopo le verifiche. L’indennità viene interrotta se il beneficiario chiude la partita Iva o perde uno dei requisiti richiesti. Per il 2026 sono stati stanziati 20,8 milioni di euro: se il monitoraggio dell’Inps evidenzierà il rischio di superare il limite di spesa, non potranno essere riconosciute ulteriori indennità. Per presentare la domanda c’è tempo fino al 31 ottobre 2026.