Cosa può essere successo in caso di rimborso 730 non ancora arrivato e perché a qualcuno arriverà solamente a marzo 2027.
Per molti lavoratori dipendenti e pensionati, il rimborso delle imposte versate in eccesso attraverso il modello 730 dovrebbe essere già arrivato, se spettante. Le somme vengono generalmente riconosciute direttamente in busta paga, per chi lavora, oppure nel cedolino della pensione. Non tutti i contribuenti, però, hanno già ricevuto quanto dovuto. In alcuni casi, infatti, come già emerso tempo fa, l’accredito potrebbe slittare fino a marzo 2027. A determinare i tempi sono soprattutto le verifiche effettuate dall’Agenzia delle Entrate.

Rimborso 730 a marzo 2027: i possibili motivi
Tra le principali cause dei ritardi figurano i controlli sulle dichiarazioni dei redditi. L’attenzione del Fisco può concentrarsi in particolare sui crediti Irpef superiori a 4mila euro, sulle dichiarazioni che presentano elementi incoerenti e sulle posizioni dei contribuenti che hanno anche debiti con l’amministrazione finanziaria.
Le verifiche possono essere automatiche oppure formali. Le prime consistono nel confronto tra i dati dichiarati e quelli presenti nell’Anagrafe tributaria. Le seconde prevedono un esame più approfondito della documentazione relativa alle spese e alle detrazioni indicate nel 730. Sono possibili anche controlli preventivi prima del pagamento: in questo caso, l’Agenzia dispone di quattro mesi dalla scadenza per presentare la dichiarazione per completare gli accertamenti. Il rimborso può essere sospeso, ma deve comunque essere erogato entro sei mesi dalla stessa scadenza.
Un credito superiore a 4mila euro può quindi comportare verifiche preventive anche quando la somma richiesta è legittima. Questo, tuttavia, non significa che il pagamento arriverà necessariamente entro marzo 2027: se non emergono anomalie, l’accredito può avvenire prima.
Debiti, compensazioni e ulteriori verifiche
A incidere sulle tempistiche possono essere anche i debiti iscritti a ruolo. Quando superano i 1.500 euro, il credito può essere destinato alla compensazione delle somme dovute, ma il contribuente deve accettare esplicitamente questa possibilità. In assenza di consenso, oppure in presenza di controlli sul debito, il rimborso può rimanere sospeso fino alla conclusione della procedura.
Ulteriori verifiche possono scattare quando il modello 730 presenta modifiche rispetto alla versione precompilata, soprattutto in presenza di detrazioni sproporzionate rispetto al reddito, crediti degli anni precedenti ancora da verificare o differenze significative tra le spese dichiarate e quelle registrate dal Fisco.
Infine, chi ha presentato la dichiarazione senza sostituto d’imposta potrebbe dover attendere più a lungo. Se l’invio è avvenuto vicino alla scadenza, anche considerando i tempi necessari per gli eventuali controlli, il rimborso potrebbe arrivare soltanto nel 2027.