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Banda Bonnot: la storia dei banditi anarchici francesi
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La Banda Bonnot, i criminali anarchici che terrorizzarono la Francia con rapine e omicidi

nastro polizia francese

La storia della Banda Bonnot, il gruppo criminale anarchico guidato da Jules Bonnot che terrorizzò la Francia tra il 1911 e il 1912 con rapine, omicidi e fughe in automobile.

Tra il 1911 e il 1912, la Francia fu sconvolta dalle imprese criminali della Banda Bonnot, un gruppo di rapinatori legati agli ambienti dell’anarchismo individualista che divenne famoso per l’utilizzo delle automobili durante le rapine e per la violenza dei suoi assalti.

Il personaggio piĂą conosciuto era Jules Joseph Bonnot, nato nel 1876, operaio e meccanico con una lunga esperienza nel furto di automobili. Attorno a lui si riunirono uomini come Octave Garnier, Raymond Callemin, AndrĂ© Soudy, Édouard Carouy e RenĂ© Valet, accomunati da frequentazioni negli ambienti dell’illegalismo anarchico.

La banda si distingueva per una caratteristica allora rivoluzionaria: utilizzava automobili veloci per compiere rapine e fuggire, mentre le forze dell’ordine disponevano ancora prevalentemente di biciclette, cavalli e mezzi meno rapidi.

auto polizia francese
auto polizia francese

Le rapine e gli omicidi della Banda Bonnot

Il 21 dicembre 1911, il gruppo compì una rapina destinata a entrare nella storia della criminalità francese. In rue Ordener, a Parigi, alcuni banditi assalirono un incaricato della Société Générale, Ernest Caby, ferendolo gravemente a colpi di pistola.

I rapinatori fuggirono a bordo di un’automobile Delaunay–Belleville, portando via circa 5.000 franchi in contanti e alcuni titoli. L’episodio ebbe enorme risonanza perchĂ© rappresentava uno dei primi esempi celebri di rapina con fuga motorizzata.

Nei mesi successivi la banda moltiplicò gli assalti, i furti e gli scontri armati.

Il 25 marzo 1912 avvenne uno degli episodi piĂą sanguinosi. A Montgeron, nella foresta di SĂ©nart, i criminali si impossessarono di un’automobile dopo un’aggressione mortale. Con il veicolo raggiunsero Chantilly, dove assaltarono una filiale della SociĂ©tĂ© GĂ©nĂ©rale.

Durante la rapina due dipendenti della banca vennero uccisi e un altro rimase ferito. L’episodio aumentò ulteriormente la pressione sulle autoritĂ  francesi, ormai determinate a catturare gli uomini della banda.

Il 24 aprile 1912, durante un tentativo di arresto a Ivry-sur-Seine, Bonnot uccise anche Louis Jouin, vicecapo della Sûreté, aggravando ulteriormente la propria posizione.

L’assedio finale e le condanne dei superstiti

La fuga di Jules Bonnot terminò il 28 aprile 1912, quando la polizia individuò il suo nascondiglio a Choisy-le-Roi, presso il garage di Jean Dubois.

L’edificio venne circondato da numerosi agenti e gendarmi, mentre una folla di curiosi si radunò per assistere all’operazione.

Bonnot rifiutò di arrendersi e aprì il fuoco contro le forze dell’ordine. Dopo ore di sparatoria, gli assedianti utilizzarono cariche di dinamite per danneggiare il rifugio ed entrare nell’edificio.

Bonnot venne ferito mortalmente e Dubois rimase ucciso durante l’operazione.

La caccia agli altri componenti proseguì. Il 14 e 15 maggio 1912, Octave Garnier e René Valet furono circondati in una villa a Nogent-sur-Marne e morirono durante un altro violento assedio.

I superstiti vennero processati nel 1913. Raymond Callemin, Antoine Monier e André Soudy ricevettero la condanna a morte, mentre altri imputati furono condannati ai lavori forzati.

La vicenda della Banda Bonnot segnò profondamente la cronaca francese della Belle Époque, mostrando come l’impiego delle nuove tecnologie, e soprattutto dell’automobile, potesse trasformare le modalitĂ  delle rapine e mettere in difficoltĂ  le forze di polizia.

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ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2026 20:58

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