Una storia drammatica è emersa ai danni di una ragazzina di 12 anni rimasta incinta dopo essere stata violentata. Il padre nel mirino.
Un’altra vicenda terribile dopo quella della bambina di 11 anni messa incinta è emersa nella cronaca nostrana. Questa volta i fatti hanno visto una giovane di 12 anni che dopo essere rimasta anche lei incinta ha abortito. Il test del DNA avrebbe portato a galla qualcosa di tremendo che ha fatto finire nei guai il padre.

Incinta a 12 anni denuncia violenza: i fatti
Aveva appena dodici anni quando, nell’autunno del 2025, gli esami medici hanno rivelato una gravidanza. A distanza di circa un anno, per la vicenda è stato arrestato il padre della ragazzina, accusato di violenza sessuale sulla figlia. Come riportato da Repubblica, ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare sono stati ieri gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cagliari. L’uomo vive nell’hinterland del capoluogo sardo.
A indirizzare le indagini verso il genitore sono stati soprattutto i risultati degli accertamenti genetici effettuati sul feto, insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori. Una svolta arrivata dopo mesi di verifiche, avviate quando la giovane era stata accompagnata in ospedale per alcuni disturbi legati al ciclo mestruale.
Gli esami avevano portato alla scoperta della gravidanza. I sanitari avevano quindi informato immediatamente la Procura, dando avvio agli accertamenti. In quella fase, la dodicenne aveva raccontato di essere stata aggredita in strada da uno sconosciuto mentre rientrava a casa.
La versione fornita dalla ragazza non aveva però convinto gli investigatori. Il caso era stato affidato ai magistrati del pool che si occupa delle fasce deboli e agli agenti della Squadra Mobile, impegnati a ricostruire quanto accaduto.
Il test del DNA e le accuse al padre
Nel corso delle indagini, la gravidanza è stata interrotta in considerazione della giovanissima età della vittima. Successivamente, la Procura ha disposto il sequestro del materiale biologico del feto per consentire gli esami del DNA . Le analisi genetiche, unite agli ulteriori accertamenti e alle dichiarazioni raccolte, hanno contribuito a delineare una ricostruzione diversa da quella inizialmente riferita dalla ragazzina.
L’inchiesta è arrivata così alla svolta con l’esecuzione della misura cautelare nei confronti del padre. L’uomo dovrà essere interrogato in carcere dal giudice per le indagini preliminari.
Sulla vicenda gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, con l’obiettivo di tutelare la giovane coinvolta. Per l’indagato resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.