Si va a delineare la situazione di Andrea Sempio nell’ambito del caso del delitto di Garlasco: la difesa ha depositato 5 consulenze.
Non solo le intercettazioni non diffuse ascoltate in queste ore da Angela Taccia. La difesa di Andrea Sempio accelera i tempi e deposita in Procura a Pavia cinque consulenze tecniche di parte. La consegna degli elaborati è avvenuta nella mattinata del 16 ottobre, intorno alle 11, prima della scadenza formale fissata per il 18 ottobre. I documenti puntano a contestare alcuni risultati emersi dalla seconda chiusura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per il delitto è già stato condannato in via definitiva Alberto Stasi.

Delitto di Garlasco: difesa Sempio deposita 5 consulenze
I consulenti del trentottenne indagato per omicidio aggravato hanno esaminato diversi elementi scientifici e biometrici, avanzando rilievi su alcuni dei reperti al centro dell’inchiesta. Secondo quanto riferito da Leggo e da altri organi di stampa, uno dei punti riguarda la compatibilità tra la misura del piede di Sempio, che porta il numero 44, e l’impronta di suola a pallini rinvenuta sulla scena del crimine e attribuita all’assassino. Secondo la ricostruzione della difesa, le dimensioni non sarebbero compatibili.
Un’altra contestazione riguarda l’impronta numero 33 individuata sul muro della cantina, che gli esperti della difesa ritengono non riconducibile a Sempio.
Attenzione anche al DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Su questo punto, i legali riprendono le conclusioni della perita Denise Albani: il profilo genetico sarebbe compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, ma non consentirebbe di identificare una persona specifica. Inoltre, il materiale genetico non sarebbe databile e non dimostrerebbe necessariamente un contatto diretto.
Tra gli elaborati depositati figura anche una consulenza medico-legale dedicata alla ricostruzione dell’aggressione e all’analisi delle lesioni riportate dalla vittima.
I prossimi step: cosa succederÃ
Ora la prossima mossa spetta alla Procura di Pavia, che avrà nove mesi per formulare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio. L’eventuale avvio del processo dovrà essere valutato dal giudice per l’udienza preliminare, il Gup.
Nel frattempo, resta aperto anche il fronte relativo ad Alberto Stasi. I suoi legali sono pronti a chiedere alla Corte d’Appello di Brescia la revisione della condanna definitiva. Se non dovesse arrivare una decisione sulla revisione, la difesa di Sempio potrebbe sollevare davanti al Gup una questione di legittimità costituzionale, contestando la possibile presenza contemporanea di un condannato definitivo e di un secondo imputato non in concorso per lo stesso omicidio.