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Ora legale permanente: l'Italia ci prova. Tempistiche e vantaggi
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Ora legale permanente: l’Italia vuole essere la prima. Tempistiche e vantaggi

Ragazza con uno smartwatch

L’Italia vuole provare ad essere “apripista” in Europa per quanto riguarda l’ora legale permanente. I dettagli e cosa può succedere.

L’Italia vuole rilanciare in Europa il progetto dell’ora legale permanente, con l’obiettivo di abolire il cambio stagionale delle lancette e mantenere tutto l’anno l’orario attualmente adottato nei mesi estivi. Una risoluzione presentata alla Camera il 15 ottobre 2026 punta a impegnare il Governo a riaprire il negoziato europeo, fermo da anni, per valutare i vantaggi e le possibili conseguenze di una modifica destinata a incidere sulla vita quotidiana di milioni di persone.

una sveglia rossa che segna l'ora

L’ora legale permanente: la mossa dell’Italia e vantaggi

L’iniziativa arriva dopo l’indagine conoscitiva avviata nel marzo 2026 dalla Commissione Attività produttive della Camera, il cui documento conclusivo è stato approvato all’unanimità il primo ottobre. A sostenere la proposta sono la Società italiana di medicina ambientale e Consumerismo No Profit, promotori di una petizione online che, secondo gli organizzatori, ha raccolto quasi 360mila firme.

Tra i principali argomenti a favore dell’abolizione del cambio dell’ora c’è il risparmio energetico. Secondo le stime di Terna riportate nell’indagine parlamentare, i sette mesi di ora legale previsti nel 2026 avrebbero permesso di risparmiare circa 302 milioni di kilowattora. Estendendo il sistema anche all’inverno, si sarebbero potuti aggiungere altri 160 milioni di kilowattora, raggiungendo un totale di circa 462 milioni. Il beneficio economico complessivo sarebbe stato di circa 120 milioni di euro, sulla base del costo medio dell’elettricità utilizzato nelle elaborazioni.

I dati storici confermano l’impatto dell’ora legale: tra il 2004 e il 2025, sempre secondo Terna, il risparmio ha superato i 12 miliardi di kilowattora, con un vantaggio economico stimato in circa 2,3 miliardi di euro.

L’ora legale permanente potrebbe inoltre favorire commercio, turismo, ristorazione e attività all’aperto, grazie a più luce nel tardo pomeriggio. Non mancano però le criticità. In inverno le giornate non diventerebbero più lunghe: la luce verrebbe semplicemente spostata dal mattino alla sera. A Milano, al solstizio d’inverno, il sole sorgerebbe intorno alle 9, con possibili difficoltà per studenti e lavoratori.

Cosa dicono gli esperti e le tempistiche della riforma

Gli esperti si dividono anche sugli effetti biologici. Alcuni specialisti sottolineano l’importanza della luce mattutina per regolare il ritmo circadiano e favorire il sonno. Per questo la risoluzione prevede di monitorare le conseguenze sanitarie, energetiche ed economico-sociali dell’eventuale cambiamento.

La riforma, comunque, non è imminente. Nel 2019 il Parlamento europeo aveva approvato una proposta per eliminare il cambio stagionale, lasciando agli Stati la scelta dell’orario permanente. Il negoziato si è però arenato in Consiglio, soprattutto per le difficoltà di coordinamento tra i Paesi.

L’obiettivo italiano è dunque riaprire il confronto con Bruxelles e valutare anche una sperimentazione europea. Fino a un eventuale accordo e alla modifica delle norme, resterà in vigore il sistema attuale: per adesso, il cambio dell’ora non viene abolito.

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ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2026 12:14

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