Svolta nel caso che ha coinvolto Le Iene e Stefania Cappa, nell’ambito della vicenda collegata al delitto di Garlasco. L’annuncio.
Mentre si attende la svolta su Sempio e Stasi in relazione al delitto di Garlasco, ecco che la Corte d’Appello di Milano ha assolto Riccardo Festinese, autore, e Alessandro De Giuseppe, inviato della trasmissione Le Iene, dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa. La vicenda giudiziaria riguarda un servizio dedicato al delitto di Garlasco, intitolato ‘Speciale Le Iene, delitto di Garlasco, la verità di Alberto Stasi’, andato in onda il 24 maggio 2022. I due giornalisti erano assistiti dagli avvocati Stefano Toniolo e Federico Giusti.

Delitto di Garlasco: Le Iene “vincono” su Stefania Cappa
La decisione della III Sezione penale della Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza pronunciata il 29 aprile 2025 dal Tribunale di Milano. In quella circostanza, la giudice Sara Faldini aveva condannato entrambi gli imputati al pagamento di una multa di 500 euro ciascuno, oltre a una provvisionale di 10mila euro in favore della parte civile.
Al centro del procedimento c’era il racconto delle dichiarazioni di Marco Muschitta, l’uomo che aveva affermato di aver visto Stefania Cappa in bicicletta nei pressi della villetta di via Pascoli la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi, salvo successivamente ritrattare quanto sostenuto.
Secondo la valutazione espressa in primo grado, il servizio avrebbe dato credito alle dichiarazioni senza evidenziarne adeguatamente l’inattendibilità , offrendo così una ricostruzione parziale dei fatti e insinuando un possibile coinvolgimento di Cappa nel delitto. La Corte d’Appello ha invece ritenuto corretta la rappresentazione degli avvenimenti proposta dalla trasmissione.
La nota de Le Iene
Dopo la decisione, la redazione de Le Iene ha commentato l’esito del processo in una nota, richiamando il ruolo del giornalismo d’inchiesta nelle vicende giudiziarie complesse e controverse. Il programma ha ribadito che il proprio obiettivo è comprendere i fatti, senza diffamare le persone né attribuire responsabilità che spettano alla magistratura accertare.
La redazione ha inoltre sottolineato che il diritto di cronaca non può giustificare qualsiasi affermazione, ma deve convivere con la libertà di approfondire e raccontare. Anche dopo la condanna di primo grado, ha concluso, la trasmissione ha continuato a svolgere il proprio lavoro e intende proseguire nella ricerca di risposte, senza considerare definitive le ricostruzioni già consolidate.