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Crans-Montana, Jacques Moretti: "Scala Constellation a norma, l'ho visto su internet"
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Crans-Montana, vergogna Jacques Moretti: “Scala Constellation a norma, l’ho visto su internet”

il locale della strage di Crans-Montana Le Constellation dopo la tragedia

L’interrogatorio di Jacques Moretti sulla strage di Crans-Montana e il locale Le Constellation tra sicurezza e manutenzione.

Da una parte Jessica Moretti “fragile e provata” e non in grado di sostenere un interrogatorio. Dall’altra il marito, Jacques Moretti, proprietario del Le Constellation e indagato per la strage di Capodanno a Crans-Montana, protagonista di un faccia a faccia con le autorità a Sion nell’ambito dell’inchiesta sul devastante incendio costato la vita a 41 persone e che ha provocato 115 feriti. Al centro dell’audizione, gli interventi di ristrutturazione effettuati nel locale prima della riapertura nel 2015 e le responsabilità sulle scelte strutturali.

fiori e omaggi a Le Constellation, locale di Crans-Montana dopo la strage
Le Constellation a Crans-Montana – newsmondo.it

Crans-Montana: l’interrogatorio di Jacques Moretti

L’imprenditore ha affrontato le domande sui lavori, mentre ha scelto di non rispondere a quelle degli avvocati delle parti civili riguardanti eventuali operazioni di riciclaggio di denaro. Su questo aspetto la procura del Vallese ha aperto un filone investigativo, anche alla luce di un rapporto di fedpol che segnala movimenti bancari definiti anomali e transazioni poco trasparenti.

Durante l’interrogatorio, Moretti ha sostenuto che Julien Beytrison, precedente proprietario dell’immobile fino al 2022, fosse pienamente informato degli interventi. Secondo la sua versione, conosceva anche la destinazione dei locali sotterranei, dove era stata installata la schiuma fonoassorbente, e della sala fumatori. Beytrison, ha aggiunto Moretti, aveva partecipato all’inaugurazione del nuovo Constellation e frequentava il locale con la famiglia. Una ricostruzione che contrasta con quanto dichiarato dall’ex proprietario, secondo cui le informazioni tecniche e finanziarie ricevute erano state limitate.

La vergogna sulla sicurezza e la scala del locale

Moretti ha inoltre ammesso di aver deciso personalmente di restringere la scala che collegava il piano interrato all’uscita. “Le dimensioni rispettavano i limiti di legge, che ho letto su internet”, ha spiegato. Proprio quella scala rappresentò un ostacolo decisivo durante l’evacuazione.

L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, giovane milanese rimasta ferita, ha giudicato superficiale la spiegazione, sottolineando anche l’assenza di prove di evacuazione.

Infine, Moretti ha sostenuto che nel 2015 non fossero necessarie autorizzazioni specifiche, non essendoci modifiche alla destinazione d’uso o ai volumi dell’edificio. Ha precisato di aver seguito personalmente i lavori, ma non le pratiche amministrative, affidate da Beytrison a un professionista locale.

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ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2026 9:08

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