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Neonata morta due ore dopo il parto: la verità emersa sulla tragedia
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Neonata morta due ore dopo il parto: la verità emersa sulla tragedia

piedini di un bambino appena nato

Tremenda vicenda per una famiglia: una neonata è morta appena due ore dopo essere venuta al mondo. Ecco cosa è successo.

Un’altra tremenda storia è al centro delle notizia di cronaca in Italia dopo quella del neonato abbandonato con ancora la placenta. I fatti, ora, arrivano dalla Toscana e fanno riferimento a qualcosa avvenuto diversi anni fa ma che, solo adesso, hanno avuto una spiegazione con tanto di risarcimento alla famiglia dopo il decesso di una bimba nata da appena due ore.

culla per neonato

Neonata morta dopo 2 ore dal parto: i fatti

Dopo quasi 22 anni di battaglie giudiziarie, è arrivata una sentenza che ha riconosciuto la responsabilità dell’Asl Toscana Nord Ovest per la morte di una neonata, deceduta appena due ore dopo la nascita nell’ospedale di Portoferraio, sull’isola d’Elba. Come riportato anche da Today, la Corte d’appello di Firenze ha condannato l’azienda sanitaria a risarcire i genitori con una cifra che, considerando gli interessi maturati nel corso degli anni, supera gli 800mila euro.

La vicenda risale al dicembre 2004. Il 18 dicembre una donna di 39 anni, ormai al termine della gravidanza, si era presentata in ospedale lamentando forti dolori. Due giorni dopo, il 20 dicembre, l’ostetrica di turno si accorse della rottura del sacco amnio-coriale e avvertì il ginecologo. Durante la visita venne rilevata la presenza di meconio, ovvero le prime feci della bambina, nel liquido amniotico. Fu quindi deciso di procedere con un parto cesareo.

La piccola venne alla luce, ma dopo circa due ore smise di respirare. L’autopsia attribuì il decesso a un’insufficienza respiratoria acuta provocata dall’aspirazione massiva di meconio.

La guerra in tribunale e il risarcimento

Se il procedimento penale si era concluso con un’archiviazione, quello civile è proseguito per anni, attraverso ricorsi e impugnazioni. Al centro delle valutazioni dei consulenti tecnici sono finite diverse criticità nell’assistenza sanitaria: il malfunzionamento dell’apparecchio cardiotocografico, il ritardo nell’esecuzione del cesareo e la mancata aspirazione del meconio dalla trachea della neonata subito dopo il parto.

Gli esperti hanno inoltre evidenziato l’assenza di controlli cardiotocografici e auscultatori dopo le 15:30 del 19 dicembre. Secondo le perizie, verifiche tempestive avrebbero potuto individuare eventuali segnali di sofferenza fetale e consentire di anticipare l’intervento chirurgico. Anche il tempo trascorso tra l’allarme dell’ostetrica e la nascita, poco meno di due ore, è stato giudicato eccessivo.

La Corte d’appello ha riconosciuto ai genitori 616mila euro di risarcimento, ai quali si sommano gli interessi legali maturati in oltre vent’anni, portando il totale a più di 800mila euro.

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ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2026 8:57

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