Il noto ex agente dei Vip, Lele Mora, vittima di un malore improvviso che lo ha costretto al ricovero in ospedale. Cosa è successo.
Sono stati giorni difficili, segnati dalla paura di non farcela e dalla consapevolezza di aver rischiato la vita. Lele Mora, ricoverato da 15 giorni al Policlinico Umberto I di Roma dopo essere stato colpito da un ictus, racconta il drammatico momento del malore e la riconoscenza verso i medici che lo hanno salvato. “Mi hanno strappato alla morte. Se sono ancora qui lo devo solo a Dio”, confida in un’intervista riportata da Il Messaggero e altri media.

Il malore improvviso per Lele Mora: come è andata
L’ex agente dei vip si è sentito male il 24 ottobre, mentre si trovava al L’Aquila per una tournée teatrale. Quella sera era atteso sul palco del Teatro San Filippo, ma già prima dello spettacolo aveva avvertito un malessere. Nonostante tutto, aveva deciso di esibirsi, per rispetto del pubblico che aveva acquistato il biglietto per una rappresentazione sold out. Il giorno successivo, durante il viaggio in treno verso Roma, dove sarebbe dovuto passare prima di rientrare a Verona, ha perso conoscenza.
“Poi il buio totale”, ricorda Mora, che è rimasto cinque giorni in terapia intensiva. Il risveglio è stato particolarmente difficile, ma oggi prevale la felicità per essere ancora vivo. I medici gli hanno salvato la vita e davanti a lui c’è adesso un percorso di riabilitazione che dovrebbe durare almeno 60 giorni.
La degenza in ospedale
Ad assisterlo in ospedale ci sono soprattutto i figli Diana e Mirko, oltre agli amici e a don Felice, conosciuto nella comunità Exodus di don Mazzi, dove aveva prestato servizio dal 2012. I familiari si sono alternati al suo capezzale, affrontando ogni volta lunghi viaggi per raggiungerlo.
Il desiderio di Mora è ora quello di trasferirsi a Verona, per proseguire le cure vicino ai propri affetti. Il trasferimento, tuttavia, non è ancora stato organizzato per la difficoltà di trovare una struttura disponibile.
Durante il ricovero ha avuto modo di ripensare alla propria esistenza e alle tante esperienze vissute. A commuoverlo maggiormente è però la famiglia. Nel corso della conversazione, una videochiamata con uno dei nipotini lo porta alle lacrime. “Loro contano più di tutti”, aveva spiegato, ribadendo la volontà di continuare a lottare per i figli e i nipoti.
A seguirlo sono stati gli specialisti coordinati dai professori Giovanni Fabbrini e Francesco Pugliese. Una prova durissima per l’uomo conosciuto nello spettacolo come “l’uomo che creava le stelle”.