Secondo i gruppi verdi e gli esperti di green energy, l’Ue rischia di danneggiare il processo verso le rinnovabili nell’abbandono del gas russo.

La guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni hanno fatto luce sulla dipendenza dei paesi europei dal gas russo e quanto questo li abbia messi in difficoltà sul piano internazionale. Il problema non è solo la dipendenza dalla Russia ma proprio dal combustibile fossile. La decisione di abbandonare completamente le importazioni di gas russo ha imposto i paesi di trovare alternative a livello energetico. Ma questo non significa investimenti al 100% nelle energie rinnovabili.

La Commissione Ue ha preparato un pacchetto chiamato REPowerEU che prevede le misure per gli stati membri per sancire la propria indipendenza dai combustibili fossili russi entro il 2027. Il problema resta il fatto che si rischia di trovare alternative di combustibili fossili e non fonti rinnovabili per la velocità con cui deve essere attuato il piano. Bruxelles deve stare attenta a non venir meno ai suoi buoi propositi come quello di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030, il ‘Fit for 55’ per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

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I rischi per la transizione ecologica

Ai gruppi green preoccupa l’eventuale investimento in nuovi gasdotti invece di utilizzare questi fondi per risorse energetiche rinnovabili. Gli analisti pensano che l’Ue abbia intenzione di rimpiazzare il combustibile russo con quello di altri fornitori alternativi. Ma non è una condizione facile per la Commissione che viaggia su un filo cercando di abbandonare l’energia russa senza danneggiare l’economia europea e nel contempo assicurare gli obiettivi sulla questione climatica.

Dall’Italia anche ci sono particolari aspettative sulla transizione ecologica. “Con la pubblicazione di REPowerEU ci aspettiamo che l’attenzione del governo italiano non sia rivolta esclusivamente alla ricerca di nuove fonti gas alternative”, spiega Davide Panzeri, Responsabile Programma Europa di Ecco, secondo cui “quello che manca nell’approccio del governo è una valutazione della compatibilità delle iniziative gas con l’obiettivo climatico dell’1,5°C e una messa a confronto diretta con le alternative pulite”.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 18-05-2022


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