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Alexander Pichushkin, la storia del serial killer del parco Bitsevsky
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Alexander Pichushkin: il “killer della scacchiera” che terrorizzò Mosca

Scena del crimine nastro polizia

La vicenda di Alexander Pichushkin, il serial killer russo condannato per 48 omicidi e noto come “killer della scacchiera”: i delitti, il parco Bitsevsky e la condanna all’ergastolo.

Il nome di Alexander Pichushkin è entrato nella cronaca nera internazionale come quello di uno dei serial killer più noti della Russia contemporanea. Per anni, il suo teatro principale fu il parco Bitsevsky, una vasta area verde nella zona sud di Mosca, diventata nell’immaginario pubblico il luogo simbolo dei suoi delitti.

La stampa russa e internazionale lo ribattezzò “killer della scacchiera”. Il soprannome nacque dalla ricostruzione secondo cui Pichushkin avrebbe voluto associare ogni vittima a una casella di una scacchiera, fino ad arrivare idealmente a 64 uccisioni. Un’immagine cupa, diventata parte centrale del racconto mediatico, ma da leggere sempre distinguendo le condanne accertate dalle rivendicazioni fatte dallo stesso assassino.

polizia sirene spiegate scena del crimine
polizia sirene spiegate scena del crimine

Alexander Pichushkin: il parco Bitsevsky e la scelta delle vittime

Pichushkin colpì soprattutto persone vulnerabili, tra cui senza fissa dimora, uomini anziani e persone con problemi di alcolismo. Secondo le ricostruzioni processuali e giornalistiche, spesso avvicinava le vittime con un pretesto, conquistava la loro fiducia e poi le attirava in zone isolate del parco o nei dintorni.

La violenza dei delitti colpì profondamente l’opinione pubblica. Molte vittime vennero aggredite con colpi alla testa e alcuni corpi furono ritrovati nell’area del parco o in luoghi difficili da individuare. Proprio questa modalità contribuì a rendere più complessa l’indagine e a far crescere, nel tempo, il timore che dietro quelle morti ci fosse un unico assassino seriale.

Prima dell’arresto, Pichushkin conduceva una vita apparentemente ordinaria. Venne descritto come un ex lavoratore di supermercato, una figura non appariscente, capace però di muoversi in modo ripetuto nello stesso ambiente senza attirare subito su di sé l’attenzione decisiva degli investigatori.

La condanna, le confessioni e il numero reale delle vittime

Nel 2007, Alexander Pichushkin fu riconosciuto colpevole di 48 omicidi e di 3 tentati omicidi. Il tribunale di Mosca lo condannò all’ergastolo, pena che sta scontando in Russia. Il dato giudiziario certo resta dunque quello della condanna per 48 vittime, anche se lo stesso Pichushkin ha più volte sostenuto di aver ucciso più persone.

Durante il processo e negli anni successivi, infatti, emersero dichiarazioni su un numero superiore di delitti. Nel 2025, secondo quanto riportato da Reuters citando il servizio penitenziario russo, Pichushkin avrebbe dichiarato di essere pronto a confessare altri 11 omicidi. Anche in questo caso, però, il punto va trattato con cautela: una confessione o una disponibilità a confessare non equivale automaticamente a una nuova condanna definitiva.

La storia di Alexander Pichushkin rimane quindi quella di un assassino condannato per una lunga serie di delitti e di un caso ancora circondato da interrogativi sul numero reale delle vittime. Il suo soprannome, “killer della scacchiera”, continua a evocare una delle pagine più oscure della cronaca criminale russa.

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ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2026 20:50

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