Stando alle stime, l’Italia è il secondo Paese con il più alto numero di focolai di aviaria in Europa dopo la Francia.

Allarme aviaria in Europa: tra il 2021 e il 2022 i casi registrati hanno raggiunto il picco più alto della storia. A rendere nota la notizia l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Nella fattispecie, le infezioni sono state quasi 2.500. Ammontano invece a ben 47,5 milioni i volatili abbattuti negli allevamenti, a cui si sommano oltre 3.500 casi negli uccelli selvatici, dalla Norvegia al Portogallo.

Ambulanza

Stando alle stime, l’Italia è il secondo Paese con il più alto numero di focolai di aviaria in Europa dopo la Francia. Ammontano a 317 i casi in Italia, con diversi focolai anche negli allevamenti. Le autorità sanitarie dell’Europa hanno specificato che esiste il rischio di trasmissione da animale a uomo. Anche se considerato a livello basso e a livello medio basso per i soggetti che risultano esposti per motivi professionali.

La situazione è grave: secondo gli istituti che si stanno occupando di monitorare l’andamento della diffusione dell’aviaria, l’emergenza si protrarrà in quanto il numero di rilevamenti del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità nel periodo estivo è stato “senza precedenti”.

“Stando i casi rilevati nel pollame e nei volatili selvatici fino a settembre è chiaro che l’attuale epidemia è tuttora in corso. Con l’inizio della migrazione autunnale e l’aumento del numero di volatili selvatici che svernano in Europa è probabile che un maggior numero di essi risulti a rischio di infezione da HPAI“. Ciò “a causa della persistenza del virus in Europa”. Lo ha dichiarato Guilhem de Seze, il responsabile del dipartimento EFSA incaricato di valutare le condizioni di rischio.

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Le raccomandazioni dell’Efsa

“L’EFSA raccomanda la celere messa in atto di adeguate, sostenibili strategie di attenuazione dell’HPAI. Tra cui appropriate misure di biosicurezza e strategie di sorveglianza per l’individuazione precoce.” Le zone più a rischio sono le “aree densamente popolate” e i “sistemi di produzione avicola” che risultano “altamente esposti all’influenza aviaria”. Sarà necessario prendere “strategie di prevenzione a medio e lungo termine.” Sono queste le raccomandazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, nel tentativo di contenere i focolai.

Per leggere il report completo visita il sito ufficiale Efsa: https://www.efsa.europa.eu

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ultimo aggiornamento: 03-10-2022


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