I misteri di Alleghe è un romanzo giallo, ispirato dalle storie di omicidio del lugo, scritto da Sergio Saviane nel 1964.

Furono diversi gli episodi di morte avvenuti ad Alleghe, in provincia di Belluno, nel 1946. Tutte le vittime erano collegate tra loro: inizialmente gli investigatori erano convinti del fatto che le quattro vittime si fossero tolte la vita di loro spontanea volontà. 

Ma le indagini continuarono, ed al centro delle indagini c’era la famiglia Da Tos, conosciuta in paese per essere proprietaria di una macelleria e dell’Albergo Centrale del paese. Fiore Da Tos era il capofamiglia ed aveva sposato Elvira Riva. Dalla loro unione erano nati due figli, Aldo e Adelina. Adelina si sposò con Pietro De Biasio, uno dei protagonisti della vicenda. Invece Aldo si sposò con Carolina Finazzer, una delle vittime della vicenda. Secondo gli investigatori del caso, l’intrico degli omicidi nacque proprio all’interno della famiglia Da Tos. Furono, secondo i giudici, tre gli omicidi che riguardavano la famiglia. 

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La vicenda di Alleghe

Il primo ritrovamento avvenne il 18 novembre 1946, quando il fruttivendolo di Alleghe trovò il corpo senza vita di Luigia Toni, nel vicolo La Voi. A distanza di trenta metri, venne poi trovato anche suo marito, Luigi Del Monego. Entrambi erano stati freddati con dei colpi di arma da fuoco. 

Secondo le ricostruzioni, la coppia chiuse il locale alle due e mezza di notte per avviarsi a casa, quando vennero sorpresi dal killer che li uccise. Non trovando la borsetta della donna sul luogo del delitto, inizialmente gli investigatori pensarono ad una rapina.  

Polizia

Le prove analizzate sulla scena condussero a Luigi Veroncai, un pregiudicato condannato per omicidio e collaborazionismo coi tedeschi. Nel 1948 venne assolto e giudicato non colpevole. Le indagini ripartirono ma non portarono mai a piste certe. Nel 1952 arrivò ad Alleghe il giornalista Sergio Saviane e iniziò a indagare sulla vicenda, spinto anche dalle voci che in paese parlavano di altri omicidi. 

Gli scritti di Sergio Saviane

Nel 1952 da Sergio Saviane, denominò all’interno di un suo scritto Alleghe come “La Montelepre del Nord“, con analogismi all’omertà e alla paura delle persone del luogo. Dopo quasi sei anni dal delitto dei coniugi Del Monego, ancora l’omicida non aveva un volto. 

Saviane raccontò che le persone erano “terrorizzate”. Per quel motivo il delitto rimase irrisolto. Saviane raccontava di un mostro assassino che avrebbe fatto altre vittime. Secondo il giornalista, le prime due vittime sarebbero state uccise perché anni prima erano stati testimoni di qualcosa che non dovevano vedere. 

Saviane venne denunciato per diffamazione dalla famiglia Da Tos e venne condannato. Ma gli scritti di Saviane giunsero al giudice istruttore Tardio, che si convinse del fatto che in paese i cittadini sapevano chi fosse il killer. 

La Procura Generale di Belluno iniziò a svolgere le indagini, fino a scoprire l’identità di una testimone chiave, Corona Valt. La donna raccontò di aver visto delle ombre la sera dell’omicidio. Così l’8 luglio del 1958, venne arrestato Giuseppe Gasperin. Dopo l’arresto, Giuseppe Gasperin ammise di essere stato “organizzatore ed esecutore del delitto”. Poi l’11 luglio cambiò versione e raccontò che la De Toni e il Del Monego erano stati testimoni di un fatto successo anni prima.  

L’arresto di Aldo Da Tos e Pietro De Biasio

Furono arrestati anche Aldo Da Tos e Pietro De Biasio, che finalmente confessarono di aver commesso il delitto. Nei testi di Saviane, la coppia aveva sentito nel 1933 i passi di Aldo Da Tos, che trasportava al lago il corpo della moglie morta. Nei testi si legge: “Fu portata nel lago la stessa notte che i coniugi Gigi e Gigia Del Monego, allora solo fidanzati, si erano momentaneamente richiusi dentro casa Del Monego per i saluti di commiato dopo la festa di Massarè. Furono loro infatti a udire i passi pesanti di una persona diretta verso il lago”. 

In un pezzo dell’interrogatorio a Da Tos di luglio 1958, riportato nel libro di Toni Sirena, si legge: “Ci spogliammo e andammo a letto e io pretesi a questo punto di possederla. La immobilizzai e preso un guanciale glielo appoggiai con forza sulla faccia e, tentando di sfogarmi, vidi che essa reagiva, poi sempre meno constatai la sua resistenza, a questo punto […] tolsi il guanciale e m’accorsi che non dava più segni di vita, mi accertai meglio e mi accorsi che era deceduta (erano circa le 22.30)”.

In seguito Aldo Da Tos cambiò versione, spiegando che la moglie Carolina era stata uccisa perché era venuta a conoscenza, durante il viaggio di nozze dell’omicidio della cameriera Emma De Ventura per mano di Adelina Da Tos.  

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ultimo aggiornamento: 03-08-2022


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