“Anatocismo” è un termine di origine greca con il quale, in ambito bancario, viene identificato il meccanismo di calcolo degli interessi composti.

Si tratta, in particolare, di una prassi disciplinata dal Codice civile, adottata sia dalle banche che da altri intermediari finanziari. Di seguito, vediamo nello specifico cos’è e quale formula viene adottata per calcolare i tassi di interesse anatocistici.

grafico andamento interessi

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Definizione di anatocismo

Il principale riferimento normativo in materia di anatocismo è rappresentato dall’articolo 1283 del codice civile, il quale stabilisce che “in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”.

L’anatocismo è ulteriormente disciplinato dal comma 2 dell’articolo 120 del Testo Unico Bancario (D.lgs. 1 settembre 1993, n. 385), in base al quale il CICR (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) individua “modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria”.

Come funziona l’anatocismo

Il meccanismo per il quale un interesse attivo o passivo è in grado di produrre ulteriori interessi per anatocismo (detti, appunto, anatocistici) può attivarsi solo ed esclusivamente nel rispetto delle condizioni individuate dall’articolo 1283 del codice civile.

Pertanto, è necessario anzitutto che non vi siano “usi contrari”, ossia disposizioni normative che implementano uno specifico divieto circa la maturazione di questo particolare tipo di interesse. In secondo luogo, un credito inizia a produrre interessi anatocistici solo a decorrere dalla presentazione della “domanda giudiziale”, ossia un atto finalizzato a chiedere la maturazione di interessi su interessi pregressi. Tale domanda può essere inoltrata mediante ricorso, decreto ingiuntivo oppure un atto di citazione. Infine, deve sussistere una “convenzione posteriore” alla scadenza degli interessi stessi; in altre parole, oltre una determinata data, il credito e gli interessi formano la somma unica sulla quale il creditore può maturare gli interessi anatocistici.

A tal proposito, va sottolineato come l’anatocismo, pur essendo regolamentato per legge, non rappresenta uno strumento utilizzabile in maniera indiscriminata da parte dei creditori o dalle banche. Il Testo Unico Bancario, infatti, aveva inizialmente introdotto il divieto di anatocismo per gli istituti bancari che, solo successivamente, mediante un aggiornamento normativo, è stato eliminato. Questo perché i tassi di interesse composto non possono superare la cosiddetta “soglia usuraria”. In altre parole, se i tassi anatocistici sono troppo alti, il creditore commette reato di usura (previsto dall’articolo 644 del codice penale).

La soglia usuraria non è un tasso fisso ma, ai sensi della Legge 7 marzo 1996, n. 108 (“Disposizioni in materia di usura”), viene individuata sulla base di un monitoraggio trimestrale da parte del Ministero del Tesoro relativo ai tassi di interesse applicati dagli intermediari finanziari e dalle banche.

Come si calcola

In base a quanto sottolineato fin qui, è facile comprendere quanto sia importante, per debitori e creditori, calcolare correttamente i tassi degli interessi anatocistici. A tale scopo, è possibile affidarsi a professionisti del settore, oppure utilizzare il software anatocismo messo a disposizione da un portale specializzato quale calcoloanatocismousura.it. Chi volesse cimentarsi in prima persona nel calcolo, invece, può utilizzare un’apposita formula matematica, necessaria a determinare il tasso annuo effettivo.

Tale formula può essere applicata conoscendo il tasso nominale (t.n.) e quante volte (n), in un anno, l’interesse viene composto. Questo dato, a sua volta, può essere ricavato semplicemente dividendo i 12 mesi che compongono un anno solare per il periodo di maturazione degli interessi. Su un intervallo di 4 mesi, ad esempio, il tasso di interesse viene composto 3 volte (perché 12 mesi : 4 mesi = 3). L’interesse anatocistico è determinato dalla formula: (1+t.n./n)n-1. Il risultato è un coefficiente da applicare alla somma dovuta per calcolare l’ammontare degli interessi che maturano nel periodo di riferimento.

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ultimo aggiornamento: 28-02-2022


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