L’America si raccoglie nel ricordo delle vittime dell’11 settembre del 2001, il giorno del tragico attentato alle Torri Gemelle.

Attentato alle Torri Gemelle, la tragedia che cambiò la storia. Era l’11 settembre del 2001 quando il mondo occidentale conosceva nel peggiore dei modi il terrorismo islamico, una piaga che fino a quel giorno in fondo non ci riguardava. Al Qaeda ha fatto irruzione nelle nostre vite dirottando quattro aerei e provocando migliaia di morti in quella che probabilmente è stata la peggior tragedia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Di seguito un video della tragedia.

11 settembre 2001: l’attentato alle Torri Gemelle

Proprio in ricordo di quelle vittime l’America, come ogni anno, si ferma e si unisce nella preghiera. Ognuno nella propria lingua e secondo le proprie usanze, ognuno con la consapevolezza che quell’attacco ha superato ogni limite abbattendo il muro dell’umanità. Due aerei di linea si sono lanciati contro le Torri Gemelle, simbolo di New York e in qualche modo del potere dell’America. Il bilancio è un bollettino di guerra, quella guerra che poi segnerà l’inizio di una nuova era per tutto il mondo. 2.700 vittime. Una strage.

11 settembre 2020: la commemorazione ai tempi del coronavirus

Dall’anno successivo alla tragedia, dal primo anniversario dalla strage, a New York i superstiti dell’attentato e i familiari delle oltre duemila vittime si riuniscono nel luogo dove sorgevano le Torri Gemelle, al Ground Zero, poi visiteranno il Memorial Museum, il grande memoriale eretto in onore delle persone che hanno tragicamente perso la vita. Partecipano alla celebrazione anche alcuni reparti della Polizia e dei Vigili del Fuoco, i grandi eroi di quei giorni di follia e dolore.

La cerimonia inizia alle ore 8.39 e come tutta l’America si paralizza alle 8.46 e alle 9.03, l’ora in cui i due aerei colpirono le Twin Towers. Quando l’orologio segna questi due orari, tutti si raccolgono in un silenzio che ha più valore di mille parole.

Nel 2020 la commemorazione è stata rivista a causa dell’emergenza coronavirus, che ha costretto gli organizzatori a rivedere lo schema. Si procederà con la lettura dei nomi delle 2.700 vittime ma con un video registrato e trasmesso. Nessun palco, nessun big. I protagonisti del 2020 sono i familiari delle vittime. E non sono mancate le polemiche per una celebrazione sotto tono nonostante fosse prevedibile alla luce dell’emergenza coronavirus che ancora attanaglia gli Stati Uniti.

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ultimo aggiornamento: 11-09-2020


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