Il gip ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi per le stragi di mafia del ’93.
Sono state archiviate le accuse nei confronti di Marcello Dell’Ultri e Silvio Berlusconi per le stragi di mafia del ’93. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, secondo cui “mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”.

Archiviate le accuse a Berlusconi e Dell’Utri
Importante svolta per Marcello Dell’Utri e il compianto Silvio Berlusconi. Il gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei loro confronti nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Da quanto si apprende, secondo il gip “mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”.
Marina Berlusconi rompe il silenzio dopo l’archiviazione
Tra le prime reazioni alla notizia, il commento a caldo di Marina Berlusconi: “Tutto questo accanirsi su una tesi insensata – cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia – ha alimentato trent’anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali”, ha fatto sapere la primogenita del compianto Cavaliere.
“La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia”. “[…] Quella della giustizia resta un’emergenza. La bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata”, ha aggiunto ancora la figlia del Cav.
A ribadire i concetti espressi dalla figlia dell’ex compianto Premier, anche l’attuale Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “L’archiviazione disposta dal Tribunale di Firenze nell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993 rappresenta l’ennesima conferma di una verità storica e giudiziaria incontrovertibile: dopo decenni di indagini e processi, si chiude anche quest’ultimo capitolo con l’unica conclusione possibile, ovvero l’assoluta inesistenza di rapporti tra Silvio Berlusconi e la criminalità organizzata”.
E ancora: “[…] I fatti e le decisioni giudiziarie spazzano via definitivamente ogni ombra: quel dubbio non aveva fondamento allora e non lo ha oggi”.