La reazione post Referendum, il caso Piantedosi e la serie di dimissioni tra esponenti del Governo: Arianna Meloni spiega tutto.
Diversi gli attacchi ricevuti dalla Premier Giorgia Meloni nelle fasi successive al Referendum Giustizia che ha visto trionfare il “no”. Non sono mancate anche delle gag ironiche su quanto accaduto successivamente, compreso il “caso” Piantedosi-Claudia Conte. Proprio su questi due argomenti ha voluto fare chiarezza Arianna Meloni, intervistata dal Corriere della Sera.

Arianna Meloni: la reazione del Governo post Referendum
Intervistata dal Corriere della Sera, Arianna Meloni ha fatto chiarezza su diversi aspetti legati alle mosse del Governo, attuali e in chiave futura. La responsabilie della segreteria di Fratelli d’Italia ha spiegato come il Governo abbia intenzione di andare avanti fino all’ultimo giorno di legislatura con “serietà e responsabilit”. La Meloni ha precisato che non ci saranno regalìe dell’ultimo minuto “che andrebbero a pesare sul futuro dei nostri figli” ma soprattutto, con riferimento alle opposizioni, che non si lanceranno in aria “palloncini destinati a sgonfiarsi in un attimo”.
In questo senso la Meloni ha ribadito che “vogliamo costruire un Paese che sia migliore oggi, ma anche domani, non vogliamo inseguire un consenso facile, dal primo giorno ci siamo rimboccati le maniche e messi a lavorare a testa bassa, continueremo a farlo con slancio e abnegazione, nonostante un quadro internazionale mai così difficile”.
In questa ottica rientra anche il “no” dell’Italia al Referendum che è stato anche un “no” all’attuale Governo anche se guai a parlare di rimpasto o altro: “Noi non ci presteremo ad alcuna soluzione ambigua, a governi tecnici o di larghe intese. I governi funzionano solo se alla base ci sono programmi condivisi, non pastrocchi per tirare a campare”.
Le dimissioni post Referendum e il caso Piantedosi
Nel corso dell’intervista, di cui vi stiamo riportando solo brevi estratti, la Meloni ha commentato anche le successive dimissioni di alcuni esponenti di Governo arrivate dopo il Referendum: “Ci sono state dimissioni dovute a ragioni di opportunità di persone che peraltro avevano svolto benissimo il proprio lavoro. Siamo tutti esposti alla legge del click, alle notizie ripetute e rilanciate, agli attacchi strumentali. Non è un bene, ma è un fatto. Il governo deve lavorare in tranquillità”.
E sul caso Piantedosi-Claudia Conte: “Se c’è stato regolmento di conti interno? Lo escludo, non vedo a chi avrebbe giovato. Piantedosi è un ottimo ministro, le vicende personali che diventano gossip non mi appassionano e – se non esistono problemi sul piano dell’azione del governo o comportamenti non corretti – non vedo perché dovremmo interessarcene”.