Nel vertice Nato i paesi hanno annunciato che in caso di attacco con armi chimiche risponderanno.

I leader occidentali dopo i vertici Nato e G7 hanno fatto sapere a Putin che un eventuale utilizzo di armi chimiche genererà un’immediata risposta da parte dell’Alleanza atlantica. “Risponderemo all’uso di armi chimiche da parte di Mosca, la Nato risponderà” ha annunciato il presidente Usa Joe Biden.

Anche il premier britannico Boris Johnson condivide il pensiero dell’alleato transatlantico e dichiara che un uso di armi chimiche da parte della Russia in Ucraina “scatenerebbe un’ondata di orrore viscerale” fra i leader del mondo e avrebbe “conseguenze catastrofiche” per lo stesso Putin. Per Johnson come per Biden, la denuncia di Mosca della minaccia chimica dell’Ucraina deve essere vista una provocazione e un avviso.

La Casa Bianca annuncia che gli Stati Uniti hanno deciso di preparare piani di emergenza nel caso in cui la Russia dovesse usare armi chimiche, biologiche o nucleari nel corso della Guerra in Ucraina. Ha infatti costituito il “Tiger Team” che analizza i modi in cui intervenire nel caso Putin attaccasse un paese Nato.

Vladimir Putin
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Perché la Russia potrebbe utilizzare questo tipo di armi

Il rischio che Putin decida di utilizzare armi chimiche è molto concreto secondo i leader occidentali. L’operazione russa procede molto a rilento, l’esercito sta incontrando difficoltà che non aveva considerato e una resistenza che non si aspettava. Le perdite, nonostante la censura del Cremlino, sono abbastanza cospicue anche da parte russa. Questo ha messo alle strette la tattica di Putin che potrebbe facilmente a questo punto ricorrere a questo tipo di armi. Un modo per alzare il tiro e spaventare sia civili che la comunità internazionale.

La Convenzione sulle armi chimiche che ne vieta l’utilizzo è stata firmata da 193 paesi. La Russia è un membro delle Nazioni Unite e per questo ha firmato la Convenzione ma non ha smesso di usare armi chimiche. Un ultimo episodio catastrofico vede protagonista proprio la Russia in Siria nel 2017. E’ stata spesso condannata dalla comunità internazionale per aver utilizzato armi tossiche e mortali anche contro dissidenti politici, come il novichok, l’agente nervino o sostanze altamente radioattive come il polonio 210.

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ultimo aggiornamento: 25-03-2022


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