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Armi ai Pasdaran, sanzionata anche un'italiana residente a Milano
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Armi ai Pasdaran, sanzionata anche un’italiana residente a Milano

soldato Iran

Un’operazione internazionale per il trasferimento di componenti destinati ai Pasdaran finisce nel mirino delle autorità. Tra i soggetti colpiti dalle nuove sanzioni figura anche una cittadina italiana residente a Milano, accusata di aver avuto un ruolo nella rete di approvvigionamento.

Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro una rete internazionale accusata di sostenere le attività di approvvigionamento militare del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC). Il provvedimento, annunciato dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro, interessa sette persone ed entità operative tra Iran, Italia, Russia e Nigeria. La decisione arriva dopo gli attacchi attribuiti all’Iran contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Secondo le autorità statunitensi, la rete avrebbe utilizzato compagnie aeree e imprese di trasporto straniere, intermediari finanziari e organizzatori di viaggi per nascondere il coinvolgimento dei Pasdaran nell’acquisto illecito di armamenti e nel trasferimento internazionale di materiali e personale.Tra le persone colpite dalle misure figura Dounia Ettaib, cittadina italiana di origine marocchina residente a Milano.

Secondo quanto riportato dal Dipartimento del Tesoro americano, la donna avrebbe partecipato consapevolmente alle attività finalizzate a procurare armi per Behrouz Namazi, cittadino iraniano indicato come uno dei principali coordinatori della rete. «Il presidente Trump è stato chiaro: l’Iran deve denuclearizzarsi», ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent. «Il Dipartimento del Tesoro continuerà a individuare e smantellare le reti di approvvigionamento illecito che finanziano i programmi di armamento e la macchina bellica iraniana».

Il nuovo pacchetto di sanzioni si aggiunge ai provvedimenti adottati dall’OFAC l’8 maggio e il 10 giugno 2026. In quelle occasioni Washington aveva già colpito diversi circuiti accusati di fornire armamenti alle Guardie rivoluzionarie e al Centro iraniano per la cooperazione in materia di innovazione e tecnologia, compresi sistemi portatili di difesa antiaerea, noti come MANPADS. L’azione è stata adottata in base all’Ordine esecutivo 13382, lo strumento giuridico statunitense destinato a contrastare i responsabili della proliferazione delle armi di distruzione di massa e coloro che ne sostengono le attività. L’IRGC era stato designato dal Dipartimento di Stato già nell’ottobre del 2007 per il suo coinvolgimento nel programma iraniano dei missili balistici.

Le nuove misure danno inoltre attuazione al Memorandum presidenziale sulla sicurezza nazionale numero 2, attraverso il quale il governo americano punta a impedire alle Guardie rivoluzionarie di accedere a beni e risorse impiegabili nelle attività considerate destabilizzanti da Washington.

lo stretto di Hormuz con delle imbarcazioni
lo stretto di Hormuz – newsmondo.it

La rete guidata da Behrouz Namazi

Al centro dell’inchiesta americana si trova Behrouz Namazi, direttore generale della Nika Jet Company, società con sede a Teheran attiva nella produzione, distribuzione e manutenzione di componenti aeronautici e droni. Secondo l’OFAC, Namazi avrebbe cercato di acquistare armamenti per conto delle Guardie rivoluzionarie iraniane. La Vanguard Tactical Supply Limited, società con sede in Nigeria, avrebbe svolto il ruolo di intermediario nelle sue operazioni.

All’interno dello stesso circuito sarebbe intervenuta anche Dounia Ettaib, accusata dalle autorità statunitensi di avere collaborato consapevolmente agli sforzi compiuti per procurare armi destinate a Namazi. Un altro ruolo rilevante sarebbe stato ricoperto dalla cittadina russa Mariya Vladimirovna Selina, descritta dal Tesoro americano come un’agente di approvvigionamento da tempo al servizio dell’Iran. Selina dirige il dipartimento finanziario della Avratek OOO, compagnia di trasporto aereo con sede a Mosca, e avrebbe sostenuto le operazioni condotte da Namazi per conto dell’IRGC.

Nella rete compare anche Vadim Anatolyevich Druzhbin, cittadino russo e dipendente della stessa Avratek. Secondo Washington, Druzhbin avrebbe organizzato gli spostamenti di Namazi e Selina e avrebbe maturato precedenti esperienze nel coordinamento di spedizioni iraniane. Namazi e Selina sono stati inseriti nella lista delle sanzioni perché accusati di aver fornito, o tentato di fornire, sostegno finanziario, materiale, tecnologico oppure altri beni e servizi alle Guardie rivoluzionarie. La Nika Jet è stata invece designata in quanto società posseduta o controllata da Namazi, oppure operante direttamente o indirettamente per suo conto.

La Vanguard Tactical Supply, Dounia Ettaib e Avratek sono state sanzionate per il sostegno che avrebbero garantito alle attività di Namazi. Druzhbin, infine, è stato designato perché ritenuto operativo, direttamente o indirettamente, per conto della compagnia russa Avratek.

Il congelamento dei beni e il rischio di sanzioni secondarie

Il provvedimento comporta il blocco di tutti i beni e degli interessi patrimoniali riconducibili alle persone e alle società designate che si trovino negli Stati Uniti oppure siano detenuti o controllati da soggetti americani. La presenza di tali attività dovrà essere comunicata all’OFAC. Le restrizioni riguardano anche le società possedute, direttamente o indirettamente, per almeno il 50 per cento da uno o più soggetti inseriti nella lista nera. In assenza di un’autorizzazione specifica o di un’esenzione, le norme statunitensi vietano alle persone fisiche e giuridiche americane di realizzare operazioni che coinvolgano beni o interessi patrimoniali appartenenti ai soggetti colpiti. Le violazioni possono comportare conseguenze civili o penali sia per cittadini e società statunitensi sia per operatori stranieri.

L’OFAC può inoltre applicare sanzioni civili sulla base del principio della responsabilità oggettiva, senza che sia necessariamente dimostrata la piena consapevolezza della violazione. Anche gli istituti finanziari e gli intermediari coinvolti in determinate transazioni con le persone designate rischiano provvedimenti. I divieti comprendono la fornitura o la ricezione di fondi, beni e servizi destinati ai soggetti sanzionati o effettuati nel loro interesse.

Agli operatori non statunitensi è inoltre vietato aiutare soggetti americani ad aggirare, consapevolmente o meno, le restrizioni imposte da Washington. Il Dipartimento del Tesoro ha ricordato che chiunque, negli Stati Uniti o all’estero, fornisca informazioni sulle violazioni attraverso il programma del FinCEN per la tutela e l’incentivazione dei segnalatori potrebbe ricevere un premio. Il riconoscimento è previsto quando le informazioni conducono a un’azione efficace e all’applicazione di sanzioni pecuniarie superiori a un milione di dollari.

Le operazioni con le persone e le società inserite nella lista possono infine esporre le banche straniere a sanzioni secondarie. L’OFAC può vietare o sottoporre a condizioni particolarmente severe l’apertura e il mantenimento negli Stati Uniti di conti di corrispondenza appartenenti a istituti finanziari esteri che effettuino o agevolino consapevolmente transazioni significative per conto dei soggetti designati.

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ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2026 17:53

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