36 arresti a Bari per il controllo da parte dei clan sui videopoker. Tra i fermati anche il nipote del boss degli Stisciuglio.

BARI – 36 arresti a Bari nelle prime ore di giovedì 9 gennaio 2020. L’operazione, effettuata dalla Guardia di Finanza, riguardava il controllo da parte dei clan della zona dei videopoker. L’indagine ha portato anche al sequestro di beni per 7,5 miliardi di euro. Secondo quanto riferito dalla Dda di Bari, l’anello di congiunzione tra i boss della zona e gli imprenditori era il nipote del boss degli Stisciuglio, finito in manette.

La conferenza stampa dopo l’operazione

Il blitz, effettuato dalla Guardia di Finanza, è stato accompagnato dalla consueta conferenza stampa che spiega i dettagli di questa operazione, condotta dalle Fiamme Gialle.

“In questa indagine – ha precisato il procuratore Giuseppe Volpe citato dal sito di Repubblica c’è il gotha di tutti i clan più importanti di Bari. Questi imponevano, con il metodo mafioso, i videopoker che il monopolista Baldassarre D’Ambrodio, mente del sistema illecito, voleva fossero istallati“.

Una piccola critica allo Stato da parte del procuratore aggiunto Rossi: “Alle forze dell’ordine non servono pupazzi da mettere sulle strade per farsi notare, ma uomini che possano fare le indagini“.

Guardia di Finanza
Fonte foto: https://www.facebook.com/pg/Guardia-di-Finanza

Sequestri a Messina

Quasi in contemporanea all’operazione di Bari, a Messina la Guardia di Finanza ha sequestrato dieci milioni di euro a Domenico La Valle, considerato il ‘re’ dei videopoker della zona ma soprattutto legato al clan Trovato, che opera nella zona Sud della città.

Un’operazione che è stata condotta dalle Fiamme Gialle nelle prime ore del 9 gennaio ma il nome dell’indagato non è nuovo agli inquirenti visto che nel febbraio 2019 è stato condannato a 13 anni di carcere per vari reati. Si tratta del primo processo che si è concluso con una pena. Fino a quel momento il ‘re’ dei videopoker della zona era sempre stato assolto.

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