Se si emette un assegno postdatato si corre il rischio di ricorrere in sanzioni: ecco quali sono quelle previste.

Anche se meno rispetto a una volta, quello degli assegni è uno dei sistemi di pagamento più utilizzati. Per evitare che chi lo riceva possa riscuotere immediatamente il denaro, c’è chi emette assegni postdatati, ovvero con una data di pagamento diversa e futura rispetto a quella reale di emissione. Ma è bene sapere che non è consentito dalla legge rilasciare un assegno postdatato: le sanzioni in questo caso possono essere anche molto salate. Vediamo ora cosa si rischia.

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Assegno postdatato: come funziona

Per prima cosa vediamo però nel dettaglio cosa sono gli assegni postdatati. Come detto in precedenza, un assegno postdatato è un assegno bancario, oppure postale, nel quale viene inserita una data di pagamento futura rispetto a quella di emissione. Chi lo riceve non potrà ricevere il denaro prima della data indicata. L’assegno postdatato si trasforma quindi in una cambiale, il che comporta un’evasione del pagamento della posta di bollo e la conseguente sanzione.

Assegno postdatato: sanzioni previste

Proprio perché illegale, se viene emesso un assegno post datato sarà comunque rimborsabile come un qualsiasi assegno, perché il fatto di aver posticipato la data di riscossione rimane un patto di fiducia tra l’emittente e il beneficiario dell’assegno. A incorrere in sanzioni, però, non sarà chi andrà a riscuotere l’assegno ma colui che lo ha emesso, visto che gli verrà comminata una multa proporzionale all’imposta di bollo evasa. Di fatto l’assegno post datato viene considerato una cambiale, le cui imposte sono decisamente più elevate. La sanzione prevista può arrivare a 50 volte il valore dell’imposta evasa, a discrezione del Prefetto.

Cosa fa il prefetto se chiamato a intervenire su un assegno postdatato?

Il Prefetto verrà contattato direttamente dalla banca che incassa l’assegno. Questo, una volta ricevuta la denuncia, valuterà tutti gli elementi in questione e determinerà la sanzione per l’emittente, che naturalmente avrà diritto a una memoria difensiva. Se l’assegno, invece, nel momento in cui venga riscosso risulti scoperto, la persona che lo ha emesso, oltre alla sanzione amministrativa, se non pagherà l’assegno entro 60 giorni si vedrà revocare l’autorizzazione ad emettere assegni.

Come bloccare un assegno postdatato

Nel caso in cui venga smarrito o si voglia bloccare un assegno postdatato, la procedura è molto complicata dato che sarà necessario, praticamente, auto denunciarsi per aver emesso un assegno postdatato. Quindi, è sempre conveniente aspettare la scadenza esatta prima di emettere un assegno, per evitare di incombere in spiacevoli situazioni legali.

Emissione assegni postdatati: la norma

Fino al 1999 emettere un assegno post datato era considerato illegale anche dal punto di vista penale. Era infatti in vigore un Regio Decreto del 1933 che stabiliva sanzioni penali per chi postdatava gli assegni.
Quando è entrato in vigore il decreto legge 507/99 si è stabilito che non si tratta di reato, anche se rimane la sanzione per l’evasione di imposta di bollo.

Attenzione: per gli assegni scoperti rimane l’illecito penale

Quando una transazione termina con un assegno postdatato, si stabilisce un rapporto “di fiducia” fra il creditore e il debitore. Il creditore accetta di incassare l’assegno alla data prestabilita, mentre il debitore si impegna a fare in modo che l’assegno sia coperto a partire da quella data. Se questo non accade però, rimane valida la norma che stabilisce sanzioni penali per chi emette assegni scoperti.

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ultimo aggiornamento: 29-01-2022


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