Via libera all’assegno unico per i figli: a chi spetta, a quanto ammonta il contributo e come richiederlo.

Il Senato ha dato il via libera all’assegno unico per i figli, ma i tempi tecnici non consentono di partire subito a pieno regime, così il governo ha studiato una misura ponte per garantire un sostegno alle persone più bisognose ed escluse da altre forme di aiuti.

Le nuove linee guida per viaggiare in UE e non

Elena Bonetti
Elena Bonetti

La misura ponte

Il Consiglio dei Ministri del 4 giugno ha portato alla pubblicazione di un decreto legge che coprirà il periodo da luglio a dicembre. Da gennaio 2022 invece partirà il vero e proprio assegno unico così come ideato.

Dal 1 luglio riceveranno una copertura le persone che non ricevono assegni familiari e che hanno figli fino ai 18 anni. Dal mese di gennaio del 2022 invece l’assegno unico sarà una misura aperta a tutti.

Nella prima fase, quindi fino al 2022, sono escluse le persone/famiglie con Isee superiore ai 50.000 euro. Come anticipato dall’Ansa, le famiglie con Isee fino a 7.000 euro riceveranno 217 euro circa se hanno meno di tre figli. Nel caso in cui avessero figli disabili avranno 50 euro in più per ciascun figlio.

Nello specifico:

L’assegno viene corrisposto per ciascun figlio minore in base al numero dei figli stessi e alla situazione economica della famiglia attestata dall’ISEE; in particolare, gli importi risultano decrescenti al crescere del livello dell’ISEE. Se nel nucleo sono presenti più di due figli, l’importo unitario per ciascun figlio minore viene maggiorato del 30% e per ciascun figlio minore con disabilità, inoltre, gli importi sono maggiorati di 50 euro. Il beneficio medio riferibile alla misura per il periodo che va dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 è pari a 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio.

Il beneficio spetta a decorrere dal mese di presentazione della domanda stessa. Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, sono corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021. L’assegno “ponte” è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni.

A decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, gli importi mensili dell’assegno per il nucleo familiare già in vigore sono maggiorati di 37,5 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari fino a due figli, e di 55 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari di almeno tre figli.

Assegno unico per i figli, a chi spetta

L’assegno unico per i figli è destinato anche agli autonomi e agli incapienti, che fino a questo momento erano esclusi da ogni forma di sostegno per i figli. Quindi, come regola generale, possiamo dire che l’assegno spetta a tutte le famiglie con un figlio a carico fino al compimento dei 21 anni da parte del ragazzo.

Possono presentare la domanda cittadini italiani e Ue con permesso di soggiorno almeno della durata di sei mesi per motivi di lavoro o di ricerca.

L’altra rivoluzione è legata al fatto che fino al compimento dei 18 anni l’assegno sarà indirizzato ai genitori, mentre dai 18 ai 21 anni l’assegno potrà essere girato al figlio. Ma è bene ricordare che i maggiorenni avranno diritto al sostegno solo nel caso in cui siano studenti, tirocinanti o lavoratori a basso reddito.

Soldi euro
Soldi euro

Assegno unico, dove e come fare la domanda

L’assegno sarà erogato a partire dal settimo mese di gravidanza. I soldi saranno assegnati con assegno o credito di imposta e l’importo sarà in proporzione all’Isee. Per ottenere l’assegno bisognerà presentare la domanda online (al sito dell’Inps) o rivolgersi ad un Caf. Le regole saranno stabilite entro il prossimo 30 giugno.

A quanto ammonta

In media si parla di un contributo da 250 euro al mese. L’importo varia in base al numero dei figli e in base all’Isee della famiglia. Per ulteriori informazioni bisogna attendere l’approvazione dei decreti attuativi. Si attende ora che vengano rese note le istruzioni per richiedere l’assegno.

TAG:
primo piano

ultimo aggiornamento: 04-06-2021


L’Istat rivede in rialzo le stime del Pil italiano. Fitch conferma il rating

Cosa prevede il decreto Reclutamento