A marzo 2026 l’Assegno Unico può crescere non solo per la rivalutazione dell’1,4%, ma anche per il nuovo ISEE e per le soglie aggiornate.
Il pagamento dell’Assegno Unico di marzo 2026 non è una mensilità qualunque. Per le prestazioni in corso che non hanno subito variazioni, l’INPS ha indicato come date di accredito il 19 e 20 marzo 2026. In più, questo è il mese in cui si incrociano due novità diverse: da una parte la rivalutazione annuale di importi e soglie ISEE dell’1,4%, dall’altra l’ingresso del nuovo ISEE 2026, che da marzo viene utilizzato per il calcolo dell’assegno, mentre per gennaio e febbraio restava valido quello al 31 dicembre 2025.

Perché l’importo può aumentare anche senza nuovi figli
La novità più interessante è che non conta soltanto l’adeguamento all’inflazione. Nel 2026 l’importo base dell’Assegno Unico per ciascun figlio minorenne arriva fino a 203,8 euro con ISEE fino a 17.468,51 euro, mentre scende fino a 58,3 euro in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro. Il punto è proprio questo: la soglia della fascia più favorevole è salita rispetto al 2025, quando il riferimento era 17.227,33 euro. Per questo alcune famiglie che l’anno scorso erano appena sopra il limite oggi possono rientrare nella fascia massima senza aver avuto nuovi figli e senza aver cambiato composizione familiare.
Va però detto con precisione che non si tratta di un aumento automatico per tutti. Il beneficio più alto riguarda soprattutto chi si trovava vicino al vecchio confine tra una fascia e l’altra. In altre parole, più che un premio generalizzato, è un effetto tecnico del nuovo sistema di soglie, che può far salire l’importo anche a parità di reddito e di nucleo. Restano inoltre le maggiorazioni previste per i figli con disabilità, per i figli sotto l’anno di vita, per i nuclei con tre o più figli tra 1 e 3 anni entro la soglia prevista e per le famiglie numerose o con entrambi i genitori lavoratori.
Cosa bisogna fare per non perdere il valore corretto dell’assegno
La vera attenzione, ora, va alla DSU. L’INPS ha chiarito che senza un ISEE valido da marzo 2026 l’assegno viene pagato negli importi minimi. Presentando però la DSU entro il 30 giugno 2026, si mantengono gli arretrati da marzo. È questo il passaggio decisivo per chi vuole vedersi riconosciuto il nuovo importo senza perdere differenze maturate nei mesi successivi.
Nel frattempo l’Istituto ha anche aggiornato i nuovi modelli DSU e le attestazioni ISEE presentate dal 1° gennaio 2026, integrandole con l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione. Tra le modifiche recepite c’è anche l’esclusione, per il 2026, degli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali dal calcolo dell’ISEE. È un dettaglio che non riguarda tutti, ma conferma che marzo è davvero il mese in cui il nuovo quadro entra pienamente in gioco.