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Augusto De Megni, storia del rapimento e della liberazione
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Augusto De Megni, il bambino rapito dall’Anonima sarda: la prigionia nel bunker e il blitz dei NOCS

bambino rifugiato con peluche

La storia di Augusto De Megni, rapito a 10 anni a Perugia il 3 ottobre 1990 e liberato il 22 gennaio 1991 dai NOCS dopo una lunga prigionia nelle campagne di Volterra.

Augusto De Megni aveva appena 10 anni quando il suo nome entrò in uno dei casi di sequestro più seguiti della cronaca italiana. La sera del 3 ottobre 1990, quattro uomini armati e con il volto coperto fecero irruzione nella villa della famiglia a Perugia. In casa c’erano il bambino e il padre Dino. L’uomo venne immobilizzato, mentre Augusto fu portato via dai rapitori.

Il sequestro venne attribuito a una banda legata all’Anonima sarda, espressione usata per indicare i gruppi criminali specializzati nei rapimenti a scopo di estorsione.

La famiglia De Megni era molto conosciuta a Perugia e il caso assunse subito una dimensione nazionale. La richiesta di riscatto fu altissima: 20 miliardi di lire. Ma il denaro non venne pagato, anche perché la magistratura dispose il blocco dei beni familiari, scelta allora molto rilevante nella gestione dei sequestri.

ricerche della polizia in un bosco
la polizia intenta nelle ricerche – newsmondo.it

Augusto De Megni: la prigionia nelle campagne di Volterra

Per più di tre mesi Augusto rimase nascosto lontano dall’Umbria, in una zona isolata della Toscana, nelle campagne tra Volterra e San Gimignano. Il rifugio era una sorta di grotta-bunker difficile da individuare, mimetizzata nel terreno e controllata dai carcerieri.

Durante la prigionia, il bambino visse giorni di paura, isolamento e incertezza. Nelle ricostruzioni successive raccontò anche la presenza di un carceriere meno duro degli altri, indicato spesso come il “bandito buono”, che gli teneva compagnia e gli portava fumetti. Questo non cancella la violenza del sequestro, ma mostra quanto la sopravvivenza psicologica del bambino sia passata anche da piccoli appigli quotidiani.

Il blitz dei NOCS e il ritorno alla libertà

La svolta arrivò il 22 gennaio 1991. Dopo intercettazioni, controlli e indicazioni raccolte sul territorio, le forze dell’ordine arrivarono nell’area del nascondiglio. Il blitz coinvolse anche gli uomini dei NOCS, il reparto speciale della Polizia di Stato. Augusto venne liberato vivo, senza che fosse stato versato il riscatto.

Sul posto furono arrestati alcuni uomini collegati al sequestro, tra cui Antonio Staffa e Marcello Mele. Negli anni successivi arrivarono condanne per diversi componenti dell’organizzazione criminale coinvolta nel rapimento.

Il caso De Megni resta una delle vicende simbolo della stagione dei sequestri in Italia: un bambino strappato alla famiglia, una città mobilitata, una trattativa durissima e una liberazione che diventò immagine collettiva di sollievo. Ma dietro quella foto del ritorno alla libertà rimane la storia di un’infanzia segnata per sempre da oltre cento giorni di prigionia.

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ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026 9:41

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