In una recente intervista, Bassetti ha parlato del possibile rischio a cui sono esposte le risonanze magnetiche.
Dopo aver dato il suo contributo nella lotta alle fake news, Bassetti si è espresso su un’altra questione di stretta attualità. L’infettivologo, intervistato dal sito Primocanale, si è infatti pronunciato sui possibili rischi legati alla presenza sempre meno frequente delle risonanze magnetiche.
Ciò potrebbe causare non pochi problemi a milioni di italiani, i quali dovrebbero fare a meno di uno strumento fondamentale. Ciò è dovuto essenzialmente alla situazione che sta attualmente coinvolgendo numerosi Paesi stranieri.

Bassetti sulla carenza di elio
L’infettivolgo ha imputato la principale causa di questo problema alla carenza di elio, utilizzato proprio per le risonanze magnetiche: “Una sua eventuale scarsità, legata alle tensioni geopolitiche e alla concentrazione della produzione in poche aree del mondo, rischia quindi di trasformarsi in un problema concreto per ospedali e pazienti. Non un’emergenza immediata, ma un segnale di fragilità del sistema sanitario globale“.
Inoltre, l’intervistato ha fatto cenno anche al modo in cui funziona l’elio per l’utilizzo in questione: “Il tema dell’elio è centrale, è utilizzato in macchine molto importanti come la risonanza magnetica. Il gas, raffreddato allo stato liquido, è indispensabile per mantenere attivi i magneti superconduttori delle apparecchiature“.
Gli effetti della guerra sui medicinali
Bassetti ha sottolineato come le tensioni geopolitiche non stiano condizionando anche le risonanze magnetiche, bensì anche il costo dei farmaci: “Preoccuparsi nell’immediato non serve, è evidente che cosa sta succedendo. Il prezzo dei farmaci è cresciuto di circa il 20%. Basta andare al supermercato”.
E ancora, sottolineando elementi apparentemente secondari ma in realtà di fondamentale importanza per la produzione dei farmaci: “Spesso le confezioni dei farmaci sono fatte di alluminio, di sostanze derivate dal petrolio“.
L’infettivologo ha poi approfondito il suo discorso parlando di nodo economico: “Se un antibiotico viene pagato 20 euro ma produrlo costa 30, io non lo produco più“.