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La Bce alza i tassi di un quarto di punto: cosa cambia

Christine Lagarde

La Banca centrale europea Bce, per la prima volta in quasi tre anni, ha deciso un aumento dei tassi di interesse dello 0,25%.

Ci sono novità: per la prima volta in quasi tre anni, la Bce, la Banca centrale europea, ha deciso un aumento dei tassi di interesse dello 0,25%. L’istituto ha poi ulteriormente tagliato le previsioni sulla crescita e alzato quelle sull’inflazione, a fronte del prolungarsi della guerra di Usa e Israele all’Iran. Si tratta della prima stretta monetaria dal settembre 2023.

bce banche

La Bce alza i tassi di un quarto di punto

“L’aumento dei prezzi dell’energia spingerà ulteriormente l’inflazione durante l’estate e la manterrà ben al di sopra dell’obiettivo nella prima metà del 2027”. Sono state queste alcune delle parole di Christine Lagarde, presidente della Bce, per annunciare e spiegare l’aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto.

La Banca centrale europea ha deciso un aumento dei tassi di interesse dello 0,25%. L’istituto ha anche ulteriormente tagliato le previsioni sulla crescita e alzato quelle sull’inflazione, a fronte del prolungarsi della guerra di Usa e Israele all’Iran.

“Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”, si legge in una nota ufficiale della Banca centrale.

Cosa cambia per i mutui e non solo

Un rialzo dei tassi ha ovviamente delle implacazioni che si riflettono quasi subito su finanziamenti agganciati ai parametri variabili. Per i mutui casa e i prestiti alle imprese i riferimenti principali restano l’Euribor per il tasso variabile e l’Eurirs per il fisso. Sui mutui variabili l’impatto è immediato. Facendo alcuni esempi, come sottolineato da SkyTg24, su un finanziamento da 220mila euro a 25 anni un rialzo di un quarto di punto vale circa 30-35 euro in più al mese, una cifra che può salire oltre i 70-100 euro mensili se gli aumenti diventano due o tre. Non ci saranno conseguenze, invece, per chi ha aperto un mutuo a tasso fisso che, quindi, resta protetto.

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ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026 15:57

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