Nella guerra all’Iran ecco l’annuncio del segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, sulla scelta dell’Ue verso Teheran.
Non solo la decisione di rispondere alla Russia dopo le recenti vicende che hanno visto Mosca provare ad attaccare l’aeroporto di Lipsia. L’Europa ha deciso di prendere posizione anche verso l’Iran nell’ambito della guerra con gli Usa. A comunicarlo è stato il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, con un messaggio sui social.

Bessent: “Ue si unisce a pressione Usa su Iran”
L’Unione Europea ha aderito ufficialmente alla campagna di pressione economica promossa dagli Stati Uniti nei confronti dell’Iran. A comunicarlo è stato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, che in un post pubblicato su X ha parlato della cosiddetta “Operation Economic Outcast”, esprimendo apprezzamento per quella che ha definito una posizione europea “ferma e tempestiva”.
Vance e il conflitto Usa-Iran
Sul fronte militare, intanto, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha cercato di ridimensionare la definizione delle operazioni in corso contro Teheran. Durante un briefing alla Casa Bianca, rispondendo a una domanda sulla possibilità che il conflitto possa terminare prima delle elezioni di midterm, Vance ha spiegato di non considerare la situazione una vera e propria “guerra”. Secondo il vicepresidente, al momento non sono in corso scontri a fuoco.
Vance ha comunque riconosciuto che il confronto ha conosciuto momenti in cui le ostilità si sono riaccese. Le principali operazioni di combattimento, ha precisato, sarebbero durate circa sei settimane e si sarebbero ormai concluse. Resta invece incerto il momento in cui potranno cessare definitivamente le tensioni. Il vicepresidente americano ha infatti sottolineato che la questione dipende anche dalle decisioni iraniane, in particolare dalla possibilità che Teheran interrompa gli attacchi contro le navi.
Un altro punto centrale delle dichiarazioni di Vance riguarda lo Stretto di Hormuz. Secondo il vicepresidente, il controllo iraniano sull’importante via marittima sarebbe ormai “di fatto venuto meno”, mentre le capacità di Teheran continuerebbero a diminuire.
Vance ha osservato che, rispetto a tre mesi prima, il traffico di petrolio e gas attraverso lo Stretto è tornato vicino ai livelli registrati all’inizio del conflitto. Da qui il suo appello all’Iran: interrompere gli attacchi contro le navi commerciali e abbandonare quello che ha definito un comportamento irrazionale.